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	<title>Francesco Saraceno - Luiss University Press</title>
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	<description>Casa editrice dell'Universit&#224; Luiss</description>
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	<title>Francesco Saraceno - Luiss University Press</title>
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		<title>Oltre le banche centrali</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/oltre-le-banche-centrali-francesco-saraceno-nuovo-libro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Aug 2023 12:48:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>John Maynard Keynes nel 1936 concludeva con queste parole la sua opera più famosa: “Gli uomini pratici che si ritengono completamente liberi da ogni influenza intellettuale sono generalmente schiavi di qualche economista defunto”. L’economista defunto di cui sono schiavi gli uomini pratici di oggi è il premio Nobel per l’economia Milton Friedman, al cui nome [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>John Maynard Keynes nel 1936 concludeva con queste parole la sua opera più famosa: “Gli uomini pratici che si ritengono completamente liberi da ogni influenza intellettuale sono generalmente schiavi di qualche economista defunto”. L’economista defunto di cui sono schiavi gli uomini pratici di oggi è il premio Nobel per l’economia Milton Friedman, al cui nome è associata, oltre a “imprese” di dubbio valore come quelle dei cosiddetti Chicago Boys, la controrivoluzione teorica che tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Ottanta del secolo scorso ha fatto tabula rasa delle idee keynesiane. Gli “uomini pratici” che (erroneamente) “si ritengono completamente liberi” sono oggi i banchieri centrali e molti esperti di economia. Dopo i “gloriosi Trenta”, e il lungo periodo di dominio della teoria keynesiana che ha seguito la crisi del 1929, Milton Friedman è stato il maggior artefice del ritorno in auge dell’idea che i mercati siano quasi sempre in grado di fare meglio della mano pubblica. Il nome dell’economista di Chicago è indissolubilmente legato alla teoria monetarista, che legava l’inflazione alla quantità di moneta in circolazione, dando quindi alle banche centrali la colpa di aumenti dei prezzi eccessivi (e, al contrario, il merito di tassi di inflazione moderati).</p>
<h2>La bestia nera degli ultimi anni: l&#8217;inflazione</h2>
<p>A corroborare, inoltre, il ritorno sulla scena di Friedman e delle sue idee è stata proprio l’inflazione che si è riaffacciata di recente, precisamente nel 2021. L’idea per cui questa è essenzialmente un fenomeno monetario è riapparsa prepotentemente, nonostante tutto sembrasse indicare che gli aumenti dei prezzi fossero legati a scarsità, colli di bottiglia, tensioni sui mercati dell’energia e dei beni alimentari. I prezzi hanno iniziato a impennarsi nel 2021 con la ripresa successiva alla pandemia e sono in seguito stati alimentati anche dalla crisi energetica e dall’invasione dell’Ucraina. La fiammata dei prezzi di energia e beni alimentari è durata poco più un anno, dalla metà del 2021 fino alla fine dell’estate del 2022, ma si è lentamente diffusa nell’economia. L’energia, infatti, è un input essenziale di produzione nei processi industriali e per molti servizi, che hanno quasi tutti visto i loro prezzi aumentare. Il biennio 2021-2022, in aggiunta, ha riportato in auge il termine stagflazione, la coesistenza di un’economia in stagnazione e prezzi che aumentano.</p>
<h2>Il ruolo delle banche centrali</h2>
<p>È certamente vero che, qualunque sia la natura della fiammata inflazionistica, le banche centrali possono riportare l’inflazione sotto controllo: contraendo l’offerta di moneta e aumentando i tassi di interesse possono, infatti, rendere più difficile e costoso per imprese e famiglie prendere in prestito per investimenti o consumi, più oneroso pagare i debiti, e più redditizio risparmiare. Tutto ciò riduce la domanda aggregata portando a una diminuzione del livello dei prezzi e a un aumento della disoccupazione. In altre parole, vi sono pochi dubbi sull’efficacia di una restrizione monetaria nel far fronte all’inflazione. Quello su cui oggi infuria la discussione è se, nella contingenza attuale, questa sia davvero la migliore opzione, il mezzo meno costoso, per riportare i prezzi sotto controllo; o se si possa invece fare ricorso ad altri strumenti senza infliggere all’economia un rallentamento o addirittura una recessione. Per rispondere a questa domanda è fondamentale, tuttavia, comprendere la natura dell’inflazione e i suoi comportamenti nel tempo in base alle diverse coordinate storico-economiche.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/oltre-le-banche-centrali-francesco-saraceno-nuovo-libro/">Oltre le banche centrali</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La riconquista</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-riconquista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 13:52:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con la nascita dell’euro, dieci anni dopo la ca­duta del Muro di Berlino, l’Europa sembrò essere arrivata alla fine di un lungo percorso. Mentre secondo alcuni la storia finiva con il trionfo della democrazia liberale, parve rea­lizzarsi finalmente – sotto forma di banco­note raffiguranti monumenti inesistenti – il sogno federalista di Altiero Spinelli ed Erne­sto [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la nascita dell’euro, dieci anni dopo la ca­duta del Muro di Berlino, l’Europa sembrò essere arrivata alla fine di un lungo percorso. Mentre secondo alcuni la storia finiva con il trionfo della democrazia liberale, parve rea­lizzarsi finalmente – sotto forma di banco­note raffiguranti monumenti inesistenti – il sogno federalista di Altiero Spinelli ed Erne­sto Rossi. Quanto accaduto dall’introduzione della moneta unica ai nostri giorni, tuttavia, ha apparentemente contraddetto l’ottimismo iniziale: gli auspici di Maastricht sembrano essersi rivelati illusioni, il sogno un incubo. Cosa è andato storto nella storia dell’euro? Con <em>La riconquista</em>, Francesco Saraceno va alla ricerca degli snodi fondamentali e dei momenti critici che hanno segnato la vicenda della nostra valuta, dall’atto fondativo ai mo­vimenti euroscettici, dalla crisi greca e dal­l’austerity alla crisi del covid-19, inquadran­doli nel dibattito economico e politico e tentando di dare risposta alle più importanti questioni di oggi: perché è così difficile tro­vare soluzioni unitarie a problemi comuni? Da dove viene l’opposizione tra “frugali” e “dissoluti”? Perché il dibattito sul MES crea divisioni così profonde? E soprattutto: per quali motivi l’eurozona, una delle economie più prospere del pianeta, sembra condannata a vivere una serie interminabile di crisi che la avvicinano sempre più alla sua disgrega­zione? <em>La riconquista </em>offre risposte a queste e ad altre questioni, mostrando le debolezze ma anche le potenzialità della moneta unica e riflettendo sul ruolo rispettivo che Stato e mercato dovrebbero avere nel garantire una crescita stabile e duratura. Secondo Sara­ceno, un altro euro è possibile; un euro che, contrariamente a quello che è stato nei suoi primi venti anni di esistenza potrebbe essere motore di crescita e stabilità.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-riconquista/">La riconquista</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La scienza inutile</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-scienza-inutile-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 13:49:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La scienza economica è il risultato di oltre tre secoli di interazione tra teoria e dati, di idee dominanti finite in un vicolo cieco, di teorie considerate bizzarre divenute poi mainstream, e di studi costantemente messi a dura prova da nuovi fatti… Capire come siamo arrivati al punto in cui siamo è essenziale per capire [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La scienza economica è il risultato di oltre tre secoli di interazione tra teoria e dati, di idee dominanti finite in un vicolo cieco, di teorie considerate bizzarre divenute poi mainstream, e di studi costantemente messi a dura prova da nuovi fatti… Capire come siamo arrivati al punto in cui siamo è essenziale per capire perché ci siamo arrivati, e il libro di Francesco Saraceno mostra in modo eccellente la strada fatta</em><br />
<strong>Olivier Blanchard  &#8211; MIT</strong></p>
<p><em> “Vi sono almeno due gravi limiti nell&#8217;attuale stato della teoria economica: l&#8217;incapacità di elaborare schemi innovativi generali in risposta alla crisi internazionale e alle crisi europee, e l&#8217;illusione di poter progredire prescindendo dai dibattiti fra i grandi autori del passato. Il volume di Francesco Saraceno ha il grande merito di sottolineare gli stretti legami che intercorrono fra questi due limiti.<br />
Il contributo di Francesco Saraceno, insieme a pochi altri degli anni recenti, obbligherà i macroeconomisti a ripensare i fondamenti della loro disciplina.”</em><br />
<strong>Marcello Messori, LUISS</strong></p>
<p><em> “Francesco Saraceno esplora gli arcani dei fatti, delle teorie e delle politiche economiche, e rende chiaro il modo in cui orientarsi nel tentativo di sfuggire alle eterna contrapposizioni tra economisti di scuole diverse. Un lavoro rigoroso che ha il merito ulteriore di ricordarci il valore dei grandi autori del passato.”</em><br />
<strong>Jean-Luc Gaffard, Institut Universitaire de France </strong><br />
Viviamo anni di dissesti economici e finanziari, ma per fortuna lo studio della storia economica aiuta leader politici a evitare errori già commessi in passato. Giusto? Sbagliato: questo libro mostra proprio come la negligenza dei <em>policy makers</em> e persino degli stessi economisti nello studio delle vicende economiche mondiali sia uno dei fattori dell’aggravarsi dei momenti di crisi. <em>La scienza inutile</em> ripercorre la storia e la lotta delle idee lungo tutta la storia del moderno pensiero economico, dalla Grande depressione all’attuale crisi del sistema bancario, dimostrando come i tanti interventi sbagliati a livello politico e istituzionale rientrino tutti all’interno di un ciclo di corsi e ricorsi storici che si ripetono più volte, e ogni volta peggio. Il racconto è inframezzato da una serie di approfondimenti che mostrano come la conoscenza del pensiero economico ci aiuterebbe a capire fenomeni attuali: il sistema bancario al collasso, la politica economica di Donald Trump e i deludenti e tardivi risultati del Jobs Act.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-scienza-inutile-2/">La scienza inutile</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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