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	<title>Guillaume Pitron - Luiss University Press</title>
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	<description>Casa editrice dell'Universit&#224; Luiss</description>
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	<title>Guillaume Pitron - Luiss University Press</title>
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		<title>La guerra dei metalli rari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2024 08:48:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La transizione energetica e digitale, che può aiutare la specie umana a costruire un futuro migliore, nasconde un terribile segreto: tutte le tecnologie green e i settori strategici dell&#8217;economia del futuro hanno una componente essenziale nei metalli rari, una risorsa di scarsa e difficile reperibilità attorno alla cui estrazione ruotano enormi interessi, spesso fonte di [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La transizione energetica e digitale, che può aiutare la specie umana a costruire un futuro migliore, nasconde un terribile segreto: tutte le tecnologie green e i settori strategici dell&#8217;economia del futuro hanno una componente essenziale nei metalli rari, una risorsa di scarsa e difficile reperibilità attorno alla cui estrazione ruotano enormi interessi, spesso fonte di conflitti e gravi pericoli ambientali. Questo libro racconta il lato oscuro dell&#8217;economia sostenibile, i rischi geopolitici che ne derivano e il disastro ecologico a cui andremo incontro continuando a tollerare lo sfruttamento indiscriminato di queste risorse. La guerra dei metalli rari, tuttavia, non è persa: conoscerne i segreti è vitale per non trasformare la speranzia di un futuro sostenibile in un terribile incubo.</p>
<h2>L&#8217;importanza strategica dei metalli rari per il futuro</h2>
<p style="text-align: justify;">Robotica, intelligenza artificiale, ospedali digitali, cyber-sicurezza, biotecnologie mediche, Internet delle cose, nanoelettronica, automobili senza conducente. Tutti i settori più strategici dell’economia del futuro, tutte le tecnologie che decuplicheranno le nostre capacità di calcolo e modernizzeranno il modo di consumare energia, il più piccolo dei nostri gesti quotidiani come le grandi decisioni collettive, si riveleranno legati ai metalli rari. Queste risorse diverranno la base fondamentale, tangibile, palpabile del Ventunesimo secolo, mentre questa dipendenza delinea già i contorni di un futuro che nessun oracolo aveva predetto. Pensavamo di affrancarci dalle penurie, dalle tensioni e dalle crisi causate dal bisogno di petrolio e di carbone ma le stiamo sostituendo con un mondo di penurie, tensioni e crisi inedite.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-guerra-dei-metalli-rari-pitron-seconda-edizione-libro-luiss-university-press/">La guerra dei metalli rari</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La guerra dei metalli rari</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-guerra-dei-metalli-rari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jul 2023 09:47:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In questo scottante e incisivo saggio, Guillaume Pitron lancia un grido d’allarme ed espone un grave dilemma. Il grido d’allarme è di natura geopolitica: il mondo ha sempre più bisogno di terre rare, di “metalli rari”, per lo sviluppo digitale e quindi per le tecnologie di informazione e comunicazione, tra cui la produzione di telefoni [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo scottante e incisivo saggio, Guillaume Pitron lancia un grido d’allarme ed espone un grave dilemma. Il grido d’allarme è di natura geopolitica: il mondo ha sempre più bisogno di terre rare, di “metalli rari”, per lo sviluppo digitale e quindi per le tecnologie di informazione e comunicazione, tra cui la produzione di telefoni cellulari. Le automobili elettriche e ibride, per esempio, ne richiedono due volte più di quelle a benzina, e così via. I metalli rari, circa una trentina di elementi con nomi dalle assonanze latine più che barbare come il promezio, in natura si trovano associati in proporzione minima ai metalli abbondanti e sono costosissimi da estrarre e purificare. Primo problema: la Cina detiene la stragrande maggioranza di queste risorse ed è naturalmente portata ad abusarne. Gli altri Paesi che ne possiedono nel proprio sottosuolo hanno abbandonato o trascurato lo sfruttamento per diversi motivi, lasciando in molti casi il monopolio alla Cina e rendendo Pechino “il nuovo padrone dei metalli rari”.</p>
<p>A supporto della propria tesi e per sottolineare i rischi di questa dipendenza, Guillaume Pitron riporta numerosi episodi di evidente leggerezza o di incoerenza da parte dell’Occidente, come nel caso dei supermagneti o del perfezionamento della tecnologia dei missili a lungo raggio. La soluzione sembra scontata: rilanciare la produzione dei metalli rari ovunque essi siano presenti, negli Stati Uniti come in Brasile, Russia, Sudafrica, Thailandia, Turchia o addirittura in Francia (“un gigante minerario dormiente”). Ma qui la questione si complica e si pone un dilemma, lo sfruttamento dei minerali rari è infatti tutt’altro che pulito! “Le energie e le risorse verdi nascondono un lato oscuro” sottolinea l’autore. L’estrazione e la raffinazione dei metalli rari richiedono processi molto inquinanti mentre il loro riciclaggio è deludente.</p>
<p>Paradossalmente il mondo delle tecnologie più avanzate che aspirano a essere verdi, “ecologizzate” (il che è fondamentale per fermare il conto alla rovescia ecologico), è strettamente legato a metalli “sporchi”. Il settore delle tecnologie di informazione e comunicazione produce il 50% in più di gas a effetto serra del trasporto aereo! È un circolo vizioso! Come superare allora questa contraddizione? Lo sfruttamento delle terre rare e in generale delle risorse minerarie va senza dubbio rilanciato (rinnovando il braccio di ferro tra governi e gruppi minerari), ma in maniera ecologica, dotandosi dei mezzi economici e tecnologici, ovvero di finanziamenti e innovazioni. L’autore ritiene che un numero crescente di consumatori mondiali sarebbe disposto a pagarne il prezzo, e giunto a quel punto conclude il proprio saggio con una nota incoraggiante, citando esempi di “sussulti di coscienza nell’industria dei metalli rari”. Nel quadro della transizione ecologica delle attività economiche umane necessarie per la salvaguardia non del pianeta ma della vita sul pianeta ci saranno ancora centinaia di casi come questo, di dilemmi da superare, di decisioni difficili da prendere, di successi scientifici da ottenere, di opinioni da rassicurare o convincere per accelerare finalmente il ritmo dell’ecologizzazione. È una gara di velocità…Focalizzando la sua e la nostra attenzione su un tema fondamentale e non<br />
abbastanza considerato, il saggio di Guillaume Pitron ci mette in guardia al momento giusto.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-guerra-dei-metalli-rari/">La guerra dei metalli rari</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Inferno digitale</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/inferno-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ondina Chirizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2022 08:37:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Secondo i loro araldi, l’universo digitale sarebbe poco più concreto di una ‘nuvola’, il famoso cloud nel quale archiviamo documenti e fotografie. Per un po’, il mondo digitalizzato ci è sembrato sinonimo di ‘vuoto’ o di ‘nulla’: ci invita a commerciare online, a giocare virtualmente e a scannarci su Twitter senza che questo smuova, a [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Secondo i loro araldi, l’universo digitale sarebbe poco più concreto di una ‘nuvola’, il famoso cloud nel quale archiviamo documenti e fotografie. Per un po’, il mondo digitalizzato ci è sembrato sinonimo di ‘vuoto’ o di ‘nulla’: ci invita a commerciare online, a giocare virtualmente e a scannarci su Twitter senza che questo smuova, a prima vista, neanche un grammo di materia, un elettrone o una goccia d’acqua. Eppure, rimangono delle domande fondamentali: qual è l’impatto fisico di questo strumento? Queste nuove reti di comunicazione sono compatibili con la ‘transizione ecologica’? Queste infrastrutture andranno protette da reggimenti di fanteria e portaerei per poter continuare a divertirci sulla rete? Per due anni abbiamo seguito il percorso delle nostre e-mail, dei like e delle foto delle vacanze. Abbiamo scoperto che Internet ha un colore (il verde), un odore (di burro rancido) e anche un sapore, salato come l’acqua marina. Inoltre, emette anche un suono stridulo, simile a quello di un immenso alveare. In breve, abbiamo provato l’esperienza sensoriale dell’universo digitale, rendendoci conto della sua dismisura, dal momento che per mettere un semplice like, utilizziamo quella che sarà a breve la più vasta infrastruttura mai costruita dall’uomo. Abbiamo creato un regno di cemento, fibra e acciaio, universalmente accessibile, chiamato a rispondere in un microsecondo. Un ‘intramondo’ costituito da data center, dighe idroelettriche, centrali a carbone e miniere di metalli strategici, uniti da una tripla ricerca: quella di potenza, velocità e… di freddo. Si tratta allo stesso tempo di un regno anfibio, solcato da navi posacavi e superpetroliere, popolato da uomini d’affari, marinai, minatori e informatici. Dopo aver visitato una dozzina di Paesi, ecco la realtà: l’inquinamento digitale non solo è colossale, ma è anche in rapidissima crescita.”</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/inferno-digitale/">Inferno digitale</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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