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	<title>Raffaele Marchetti - Luiss University Press</title>
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	<description>Casa editrice dell'Universit&#224; Luiss</description>
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	<title>Raffaele Marchetti - Luiss University Press</title>
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	<item>
		<title>140 Years of Korea-Italy Relations, 1884-2024</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/140-years-of-korea-italy-relations-1884-2024-luiss-university-press/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2024 16:18:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Korea and Italy share a deep-rooted commitment to values such as liberal democracy, human rights, and the rule of law. Moreover, our geopolitical standing, economic size, and devotion to family are also very similar. Such common ground has helped enable our relationship to make tremendous strides forward – both in quantitative and qualitative terms.” Cho [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Korea and Italy share a deep-rooted commitment to values such as liberal democracy, human rights, and the rule of law. Moreover, our geopolitical standing, economic size, and devotion to family are also very similar. Such common ground has helped enable our relationship to make tremendous strides forward – both in quantitative and qualitative terms.”</em></p>
<p><strong>Cho Tae-yul, Minister of Foreign Affairs, Republic of Korea</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“The 140th anniversary of the establishment of diplomatic relations between Italy and South Korea is a valuable opportunity to celebrate the friendship between two countries that share values and a rich historical and cultural heritage. This volume traces the main moments that have marked a privileged relationship: from the first official contacts in the 19th century to the more recent Strategic Partnership.”</em></p>
<p><strong>Antonio Tajani, Deputy Prime Minister and Minister of Foreign Affairs and International Cooperation, Republic of Italy.</strong></p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/140-years-of-korea-italy-relations-1884-2024-luiss-university-press/">140 Years of Korea-Italy Relations, 1884-2024</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L’internazionalizzazione dei comuni. Dalle città-mondo all’arcipelago globale</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/linternazionalizzazione-dei-comuni-dalle-citta-mondo-allarcipelago-globale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2023 10:57:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi le attività più significative si svolgono nelle città e, tuttavia, noi continuiamo a vedere soltanto gli Stati come attori globali. Le città sono il centro dell’economia, sono i luoghi in cui vive la maggior parte delle persone. Riforme politiche, innovazione sociale, proteste e rivoluzioni hanno luogo nelle città. Le città sono la memoria del [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi le attività più significative si svolgono nelle città e, tuttavia, noi continuiamo a vedere soltanto gli Stati come attori globali. Le città sono il centro dell’economia, sono i luoghi in cui vive la maggior parte delle persone. Riforme politiche, innovazione sociale, proteste e rivoluzioni hanno luogo nelle città. Le città sono la memoria del nostro passato e la culla del nostro futuro. Succede molto nelle città, ma succede anche molto tra le città attraverso reti, partenariati e iniziative comuni. Le città sono orientate sia all’interno sia all’esterno, attive in una dinamica a più livelli in cui le strategie locali e internazionali devono essere integrate e non possono essere giocate singolarmente. Detto in modo ancora più strigato: il luogo nel quale si verificano le azioni più importanti per la nostra vita, è senza dubbio la città.</p>
<p>C&#8217;è bisogno di cambiare la nostra mappa mentale. La realtà sta cambiando rapidamente, e siamo ancora ancorati ad una prospettiva Stato-centrica degli affari internazionali. Con la pace di Vestfalia del 1648, le città sono state escluse dalla mappa mentale dei suoi abitanti, in un processo lento ma incontrovertibile, dopo che erano da sempre state identificate come il centro dell&#8217;azione politica ed economica. Con il XVII secolo lo Stato diventa accentrato, sposta il baricentro, decentra tutto quello che gli sta intorno. Tuttavia, oggi, nel mondo, le città stanno ritornando sul palcoscenico internazionale, ma spesso non ce ne accorgiamo perché continuiamo a pensare con i canoni classici e tradizionali. Una mappa mentale, del resto, più facile da contenere e memorizzare: infatti, al momento, è composta da circa duecento pezzi, che equivalgono agli Stati membri delle Nazioni Unite, ma è bene essere consapevoli del fatto che non sono di certo gli unici pezzi da tenere a mente per comprendere il mondo e la modernità in cui viviamo oggi. A ben vedere, avremmo bisogno di almeno quattromila pezzi, ovvero il numero approssimativo delle città con più di 50.000 abitanti che oggi esistono al mondo.</p>
<p>E poi, ci sono le sfide globali, le crisi di governance che pongono nuovi quesiti e richiedono altrettante innovative soluzioni. L&#8217;inquinamento, il cambiamento climatico, le pandemie, le carestie, le migrazioni, sono tutti fenomeni intrecciati, e che richiedono una risposta comune. Ma le soluzioni plausibili sembrano essere ostaggio degli interessi contrapposti dei singoli stati, secondi cui la nostra mappatura del mondo dovrebbe essere suddivisa. In altre parole, ci troviamo nel mondo del &#8221;G-Zero&#8221; così come descritto dal politologo Ian Bremmer, un mondo nel quale nessuna potenza può (o vuole) dettare da sola l&#8217;agenda globale. Il tutto, con un paradosso e un corollario. Il paradosso è che, mentre le ripercussioni di queste sfide si fanno sentire con sempre maggiore forza sulla vita quotidiana dei cittadini, la richiesta di una crescente protezione da questi rivolta ai governi centrali si scontra con la realtà di sovranità statali erose da un diffuso deficit di capacità di dare risposte adeguate a tematiche troppo grandi per essere gestite a livello nazionale. Il conseguente corollario, invece, riguarda il ruolo sempre più importante che, in questo contesto, giocano comunità locali e, tra queste, le città in particolare. Queste appaiono, infatti, sempre più al centro sia dei problemi che delle soluzioni dei grandi temi globali del nostro tempo e hanno dimostrato in varie occasioni una straordinaria resilienza, oltre ad una capacità di reazione alle emergenze perfino superiore agli stessi governi nazionali.</p>
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		<title>Manuale di Relazioni Internazionali</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/manuale-di-relazioni-internazionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rodia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2022 15:25:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tradizionalmente, con l’espressione “Relazioni Internazionali” si intende lo studio delle interazioni tra gli Stati in termini di potere. Questa definizione classica, considera gli Stati attori totali delle RI in quanto al di sopra di essi non esiste autorità superiore; pertanto, ponendo al primo posto nell’agenda la sicurezza dello Stato, essa privilegia lo studio dei rapporti [...]</p>
<p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/manuale-di-relazioni-internazionali/">Manuale di Relazioni Internazionali</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tradizionalmente, con l’espressione “Relazioni Internazionali” si intende lo studio delle interazioni tra gli Stati in termini di potere. Questa definizione classica, considera gli Stati attori totali delle RI in quanto al di sopra di essi non esiste autorità superiore; pertanto, ponendo al primo posto nell’agenda la sicurezza dello Stato, essa privilegia lo studio dei rapporti diplomatico-strategici e, quindi, i temi della pace e della guerra. Tuttavia, da tempo ormai, lo Stato non è più l’unico attore della vita internazionale, anche se ancora oggi continua a esserne l’attore privilegiato. Infatti, la sua azione appare sempre più limitata da altri tipi di attori non-statuali: organizzazioni internazionali, attori non-governativi transnazionali orientati verso il profitto o verso l’interesse pubblico, altri attori potenziali come i movimenti di liberazione nazionale e terroristici, enti regionali e così via.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/manuale-di-relazioni-internazionali/">Manuale di Relazioni Internazionali</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Per la patria e per profitto</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/per-la-patria-e-per-profitto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Della Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2022 15:16:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La politica ha ceduto il passo all’economia e ha trasferito a essa buona parte del suo potere regolatore? I fatidici “poteri forti” condizionano le scelte dei governi? Chi pensa che sia una degenerazione dei rapporti di forza del Terzo millennio globalizzato deve leggere questo libro. Scoprirà che le dot.com, i colossi dell’e-commerce, le grandi corporation [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La politica ha ceduto il passo all’economia e ha trasferito a essa buona parte del suo potere regolatore? I fatidici “poteri forti” condizionano le scelte dei governi? Chi pensa che sia una degenerazione dei rapporti di forza del Terzo millennio globalizzato deve leggere questo libro. Scoprirà che le dot.com, i colossi dell’e-commerce, le grandi corporation in genere non hanno inventato nulla, ma camminano sulle orme lasciate dalle compagnie mercantili a partire da quattro secoli fa. E che, paradossalmente, la “diplomazia ibrida”, alla quale partecipano anche attori non statali, nasce quasi in concomitanza con l’affermarsi dell’idea di Stato moderno, inteso come unica entità politica sovrana, all’indomani della pace di Vestfalia. Con acutezza e spirito critico, Per la patria e per profitto ci mostra la lunga strada che ha portato a un governo del mondo condiviso tra una pluralità di soggetti – oltre agli Stati, le organizzazioni sovranazionali, le Ong globali, i soggetti pubblici non statali, le grandi società multinazionali – e all’esercizio di una nuova forma di diplomazia, ibrida appunto, nella quale tuttavia la politica può e deve ritrovare la sua centralità.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/per-la-patria-e-per-profitto/">Per la patria e per profitto</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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