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	<title>Filosofia e società - Luiss University Press</title>
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	<description>Casa editrice dell'Universit&#224; Luiss</description>
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	<title>Filosofia e società - Luiss University Press</title>
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	<item>
		<title>La cerniera dell&#8217;ordinamento</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-cerniera-dellordinamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[University Press]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:09:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La cerniera dell’ordinamento offre una trattazione organica della storia e della missione della più antica magistratura italiana. Il volume illustra come l’Istituto operi quale “cerniera”: un meccanismo che raccorda i diversi livelli di governo e garantisce la chiusura del ciclo amministrativo a tutela della finanza pubblica. Attraverso l’analisi delle funzioni di controllo e giurisdizionale, Luigi [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La cerniera dell’ordinamento offre una trattazione organica della storia e della missione della più antica magistratura italiana. Il volume illustra come l’Istituto operi quale “cerniera”: un meccanismo che raccorda i diversi livelli di governo e garantisce la chiusura del ciclo amministrativo a tutela della finanza pubblica. Attraverso l’analisi delle funzioni di controllo e giurisdizionale, Luigi Caso mette in luce il nesso tra corretta gestione delle risorse e fruizione dei diritti civili e sociali: ogni diritto ha un costo, e quel costo ricade sulla collettività. Dalle radici storiche alla riforma del 2026 e alle sfide del PNRR, l’opera restituisce il profilo di una magistratura al servizio della collettività, indispensabile per la tenuta del sistema democratico e per il rispetto degli equilibri europei.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-cerniera-dellordinamento/">La cerniera dell’ordinamento</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il metodo calvino</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-metodo-calvino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[University Press]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 10:26:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il “Metodo Calvino”, secondo Andrea Prencipe e Massimo Sideri, è una chiave per comprendere l’epoca che abitiamo: contraddittoria, dialettica, attraversata da forze opposte: da un lato il benessere diffuso, dall’altro disuguaglianze profonde; da una parte la rapidità dei salti tecnologici, dall’altra la resistenza sociale al cambiamento. Seguendo le orme di I nostri antenati di Italo [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il “Metodo Calvino”, secondo Andrea Prencipe e Massimo Sideri, è una chiave per comprendere l’epoca che abitiamo: contraddittoria, dialettica, attraversata da forze opposte: da un lato il benessere diffuso, dall’altro disuguaglianze profonde; da una parte la rapidità dei salti tecnologici, dall’altra la resistenza sociale al cambiamento. Seguendo le orme di <em>I nostri antenati</em> di Italo Calvino, il volume si articola in una trilogia –<em> L’innovatore rampante, Il visconte cibernetico, Il cavaliere artificiale</em> – che mette in scena tre posture: vedere diversamente e abitare nuove altezze; ricomporre le scissioni tra automazione e conoscenza; interrogare ciò che resta dell’umano quando memoria e attenzione sono riorganizzate da sistemi d’intelligenza artificiale. Un metodo per orientarsi nel presente, educare l’attenzione, proteggere la lentezza necessaria alla profondità e abitare il futuro con leggerezza e rigore.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-metodo-calvino/">Il metodo calvino</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Panopticon</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/panopticon-libri-sul-potere-il-controllo-e-il-futuro-luiss-university-press/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[University Press]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 15:11:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Panopticon è una selezione editoriale che indaga le trasformazioni della società contemporanea attraverso il prisma della sorveglianza, del capitalismo digitale e delle tecnologie emergenti. Il pacchetto riunisce tre volumi fondamentali del catalogo Luiss University Press — Il capitalismo della sorveglianza, La cultura della sorveglianza e Il Tao delle macchine — offrendo un percorso articolato tra [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><strong>Panopticon</strong> è una selezione editoriale che indaga le trasformazioni della società contemporanea attraverso il prisma della sorveglianza, del capitalismo digitale e delle tecnologie emergenti.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il pacchetto riunisce tre volumi fondamentali del catalogo Luiss University Press — <em>Il capitalismo della sorveglianza</em>, <em>La cultura della sorveglianza</em> e <em>Il Tao delle macchine</em> — offrendo un percorso articolato tra teoria critica, analisi sociale e riflessione sul rapporto tra esseri umani e sistemi tecnologici.</p>
<p class="isSelectedEnd">Al centro della selezione si colloca il tema della <strong>sorveglianza digitale</strong>, intesa non solo come pratica tecnologica, ma come paradigma che attraversa l’economia, la cultura e le istituzioni. In questo contesto, il capitalismo delle piattaforme e l’uso estensivo dei dati personali ridefiniscono le logiche di mercato, influenzano i comportamenti individuali e contribuiscono alla costruzione di nuove forme di potere.</p>
<ul>
<li class="isSelectedEnd"><em>Il capitalismo della sorveglianza</em> analizza in profondità i meccanismi attraverso cui i dati vengono estratti, elaborati e trasformati in valore economico, delineando le implicazioni di un modello che incide sulla libertà individuale e sull’autonomia decisionale.</li>
<li class="isSelectedEnd"><em>La cultura della sorveglianza</em> amplia la prospettiva, mostrando come le pratiche di controllo si radichino nella vita quotidiana, diventando parte integrante delle dinamiche sociali e delle relazioni.</li>
<li class="isSelectedEnd"><em>Il Tao delle macchine</em>, infine, propone una riflessione sul rapporto tra tecnologia e umanità, interrogando il ruolo delle macchine intelligenti e le trasformazioni culturali che ne derivano.</li>
</ul>
<h2>Libri sul potere, il controllo e il futuro</h2>
<p class="isSelectedEnd">Il titolo <strong>Panopticon</strong> richiama un modello teorico della modernità che descrive sistemi nei quali la visibilità diventa strumento di regolazione e controllo. Oggi, tale paradigma si rinnova nelle infrastrutture digitali e negli ecosistemi informativi, rendendo sempre più sottile il confine tra osservazione e partecipazione.</p>
<p class="isSelectedEnd">Pensato per studenti, studiosi e lettori interessati ai temi della <strong>tecnologia e società</strong>, della <strong>sorveglianza digitale</strong> e del <strong>capitalismo contemporaneo</strong>, questo pacchetto offre strumenti interpretativi essenziali per comprendere le dinamiche del presente e orientarsi in scenari in continua evoluzione.</p>
<p><strong>Panopticon</strong> rappresenta un invito a sviluppare uno sguardo critico sulle architetture invisibili che modellano il nostro tempo, tra innovazione tecnologica e nuove forme di potere.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/panopticon-libri-sul-potere-il-controllo-e-il-futuro-luiss-university-press/">Panopticon</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Politiche della menzogna</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/politiche-della-menzogna-l-uso-delle-bugie-nella-politica-internazionale-luiss-university-press/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 10:07:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’agosto del 1964 il presidente Johnson annunciò agli americani che due navi militari statunitensi erano state attaccate nel Golfo del Tonchino da unità nordvietnamite. L’aggressione, disse, non lasciava alternative: bisognava entrare in guerra. Anni dopo si sarebbe scoperto che uno di quegli attacchi non era mai avvenuto. Ma intanto il Congresso aveva già dato il [...]</p>
<p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/politiche-della-menzogna-l-uso-delle-bugie-nella-politica-internazionale-luiss-university-press/">Politiche della menzogna</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nell’agosto del 1964 il presidente Johnson annunciò agli americani che due navi militari statunitensi erano state attaccate nel Golfo del Tonchino da unità nordvietnamite. L’aggressione, disse, non lasciava alternative: bisognava entrare in guerra. Anni dopo si sarebbe scoperto che uno di quegli attacchi non era mai avvenuto. Ma intanto il Congresso aveva già dato il via libera a un conflitto destinato a durare un decennio e a costare milioni di vite. Una bugia, raccontata con voce calma e patriottica, aveva cambiato il corso della storia. Da episodi come questo prende le mosse <em>Politiche della menzogna</em> di John J. Mearsheimer, un’indagine spietata e documentata sull’uso politico della menzogna nelle relazioni tra Stati. Attraverso casi che vanno dalla Seconda guerra mondiale alla guerra in Iraq, l’autore mostra come la bugia non sia una deviazione morale, ma uno strumento strategico usato consapevolmente dai leader quando ritengono che la verità non basti a mobilitare consenso o a proteggere l’interesse nazionale. Mearsheimer guida il lettore dentro questo laboratorio della menzogna, distinguendo tra bugie rivolte ai nemici, agli alleati e – soprattutto – ai propri cittadini. Il paradosso è netto: gli Stati si mentono meno di quanto si creda, ma ingannano spesso l’opinione pubblica interna, perchéè lì che si costruisce il consenso, si alimenta la paura, si invoca l’emergenza. Allarmismi, insabbiamenti, miti nazionalisti e bugie diventano così categorie analitiche per leggere il mondo reale, senza moralismi e senza assoluzioni. Ne emerge un ritratto cinico e realistico della politica internazionale, dove la verità non è un valore assoluto ma una risorsa strategica da amministrare, mentre la menzogna appare come l’ombra fedele e indispensabile di ogni potere: discreta, onnipresente, spesso decisiva. In un mondo instabile, segnato da propaganda e conflitti continui, questo libro è oggi più necessario che mai.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;">«Mearsheimer è un realista. Sa bene che la politica internazionale è anche arte della finzione. Per questo scrive un libro sulle bugie. È ben conscio che i leader tendono spesso a mentire per promuovere l’interesse nazionale del proprio paese. Attraverso un’attenta analisi storica che arriva fino ai tempi recenti, le diverse tipologie di bugie sono analizzate nelle motivazioni, incluse quelle mirate alla preservazione del potere interno e dei rapporti di forza internazionali, e nelle conseguenze locali e sistemiche che esse producono».</p>
<p style="text-align: center;">RAFFAELE MARCHETTI</p>
</blockquote><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/politiche-della-menzogna-l-uso-delle-bugie-nella-politica-internazionale-luiss-university-press/">Politiche della menzogna</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>L&#8217;argento della patria</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/l-argento-della-patria-vivere-e-lavorare-in-italia-dopo-i-sessanta-anni-luiss-university-press/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 11:47:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Italia sta vivendo una trasformazione demografica profonda: il baricentro del Paese si sposta sempre più verso le età mature. Nei prossimi decenni, il numero delle persone in età avanzata crescerà fino a superare quello di chi lavora. Un cambiamento che chiede lucidità e visione, non rimpianti per un passato che non torna. Ma chi sono [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;Italia sta vivendo una trasformazione demografica profonda: il baricentro del Paese si sposta sempre più verso le età mature. Nei prossimi decenni, il numero delle persone in età avanzata crescerà fino a superare quello di chi lavora. Un cambiamento che chiede lucidità e visione, non rimpianti per un passato che non torna. Ma chi sono davvero, oggi, i cosiddetti “silver”? Di certo non le figure stanche e ai margini dell’immaginario novecentesco. Lungi dal corrispondere agli stereotipi di chi li vorrebbe solo annoiati e in attesa della pensione, i nuovi senior formano un aggregato eterogeneo e vitale. I nuovi sessantenni sono un mondo variegato e in movimento: godono di una salute migliore, non si sentono anziani e respingono con decisio ne le etichette della passività. Hanno studiato di più, partecipano alla vita sociale, consumano più dei giovani e, spesso, sono capaci di progettare in modo migliore di millennials e GenZ. Portano con sé energia, desiderio di fare, e un patrimonio di esperienze che chiede solo di essere riconosciuto. A partire da questa realtà, Matteo Caroli esplora le nuove forme del lavoro dei silver: dalla condivisione dei ruoli alla possibilità di imparare mestieri diversi anche in età avanzata, fino alla collaborazione tra generazioni come chiave per trasmettere saperi e competenze. Restare attivi non è soltanto una scelta personale: è un fattore decisivo di benessere individuale e di tenuta collettiva. L’argento della patria offre una visione del lavoro in età avanzata che soddisfi tanto le esigenze delle persone quanto delle imprese, contribuendo a ridurre la pressione demografica sui conti pubblici. Ne emerge un invito chiaro a superare i pregiudizi legati all’età: una vita lavorativa più lunga non è un’anomalia da subire, ma una risorsa strategica per la crescita economica e sociale del Paese. Perché, in un’Italia che invecchia, l’esperienza non è il passato che resta: è il motore silenzioso del futuro.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/l-argento-della-patria-vivere-e-lavorare-in-italia-dopo-i-sessanta-anni-luiss-university-press/">L’argento della patria</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fiber for human value</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/fiber-for-human-value-peruffo-collana-armi-segrete-luiss-university-press/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 09:23:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella società contemporanea, la fibra ottica ha cessato di essere una commodity infrastrutturale per assumere il ruolo di &#8220;sistema nervoso&#8221; degli ecosistemi digitali. Se da un lato la fibra ottica è oggi l’abilitatore delle modalità con cui interagiamo e lavoriamo, persiste tuttavia in UE una divergenza sostanziale tra copertura in fibra ottica e adozione dei [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nella società contemporanea, la fibra ottica ha cessato di essere una commodity infrastrutturale per assumere il ruolo di &#8220;sistema nervoso&#8221; degli ecosistemi digitali. Se da un lato la fibra ottica è oggi l’abilitatore delle modalità con cui interagiamo e lavoriamo, persiste tuttavia in UE una divergenza sostanziale tra copertura in fibra ottica e adozione dei sistemi di connettività, e che non è imputabile esclusivamente ad aspetti tecnologici ma è fortemente dipendente da fattori culturali e sociali. È questo il nodo che il volume cerca di sciogliere, accompagnando il lettore in un fil rouge narrativo che parte dalla disponibilità dell’infrastruttura in fibra ottica e giunge ai processi di generazione di valore sostenibile, alla scoperta delle diversità percettive e valoriali di imprese, istituzioni pubbliche, cittadini e esperti rispetto ai temi chiave della connettività: dall’inclusione digitale, alla sostenibilità, dall’accesso ai servizi allo sviluppo territoriale. È un dialogo a più voci, in cui le diverse prospettive contribuiscono ad individuare nella fibra non un traguardo, ma un punto di partenza, ovvero lo strumento su cui i <em>policymaker</em> possono concentrare le proprie strategie, creando interconnessioni tra regolazione, processi di innovazione e generazione di una cultura digitale, per trasformare l’infrastruttura fisica in uno strumento effettivo di benessere diffuso e in una potente leva di autonomia strategica.</p>
<p style="text-align: right;">
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Con i contributi di</strong></p>
<p style="text-align: right;">Paolo Benanti, Vincenzo Esposito, Maurizio Dècina, Chiara Bartoli, Diletta Topazio , Davide Quaglione, Angelo Baccelloni, Chiara Bartoli, Federico Mancini</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/fiber-for-human-value-peruffo-collana-armi-segrete-luiss-university-press/">Fiber for human value</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Futuri accessibili</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/futuri-accessibili-disabilita-e-tecnologia-libro-luiss-university-press-pensiero-libero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 10:38:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La tecnologia viene spesso presentata come la risposta naturale alla disabilità: un dispositivo, una protesi, un intervento capace di “aggiustare” il corpo e ricondurre la vita entro una norma condivisa. Ma chi decide che cosa va corretto, secondo quali criteri e con quali conseguenze concrete per le persone coinvolte? In Futuri accessibili Ashley Shew entra [...]</p>
<p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/futuri-accessibili-disabilita-e-tecnologia-libro-luiss-university-press-pensiero-libero/">Futuri accessibili</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La tecnologia viene spesso presentata come la risposta naturale alla disabilità: un dispositivo, una protesi, un intervento capace di “aggiustare” il corpo e ricondurre la vita entro una norma condivisa. Ma chi decide che cosa va corretto, secondo quali criteri e con quali conseguenze concrete per le persone coinvolte? In Futuri accessibili Ashley Shew entra nel cuore di questa narrazione dominante e la mette radicalmente in discussione, con uno sguardo lucido, diretto e mai astratto. Il libro prende avvio da una domanda tanto semplice quanto scomoda: quando la tecnologia promette di migliorare le vite delle persone disabili, mantiene davvero questa promessa? Attraverso il concetto di “tecnoabilismo“, Shew mostra come l’innovazione tecnologica non sia né neutra né automaticamente emancipativa. Protesi, dispositivi assistivi e soluzioni digitali sono spesso progettati a partire da standard rigidi di normalità, che finiscono per escludere, imporre adattamenti forzati e spostare il peso della “correzione” sui corpi, anziché sui contesti sociali e materiali. Il racconto intreccia analisi critica ed esperienza vissuta: l’amputazione subita dall’autrice, la vita protesica, la manutenzione continua, la dipendenza dalle infrastrutture, i costi emotivi, le decisioni prese da altri. Un insieme di esperienze che raramente trova spazio nel dibattito pubblico su disabilità e tecnologia, ma che ne rivela con chiarezza le implicazioni quotidiane. È a partire da questo sfondo che Futuri accessibili propone un cambio di prospettiva: le persone disabili non come destinatarie passive del progresso, ma come produttrici di saperi, pratiche e criteri alternativi per valutare ciò che conta davvero. Il libro non rifiuta la tecnologia, ma la sottopone a una domanda esigente, spostando l’attenzione dalla promessa astratta di miglioramento a ciò che, nella realtà, incide sulle possibilità di vivere, muoversi e autodeterminarsi. In gioco non c’è solo l’idea di progresso, ma la possibilità di ripensarlo in modo più giusto e accessibile.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/futuri-accessibili-disabilita-e-tecnologia-libro-luiss-university-press-pensiero-libero/">Futuri accessibili</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Storia d&#8217;amore di alluminio e caffeina</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/storia-damore-di-alluminio-e-caffeina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 14:58:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Gli oggetti industriali possono sembrarci senza memoria, e dunque riconducibili alle loro mere funzioni. Questa concezione priva il mondo materiale della sua vera densità: di quelle sottilissime incrostazioni di intenzione e invenzione, fantasia e ideologia, tradizione e accidente, che – come una storia di famiglia – un oggetto porta con sé nell’arco della sua esistenza”. [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“Gli oggetti industriali possono sembrarci senza memoria, e dunque riconducibili alle loro mere funzioni. Questa concezione priva il mondo materiale della sua vera densità: di quelle sottilissime incrostazioni di intenzione e invenzione, fantasia e ideologia, tradizione e accidente, che – come una storia di famiglia – un oggetto porta con sé nell’arco della sua esistenza”. A volte basta un solo oggetto per raccontare un intero secolo. Nel caso della Moka, sembra quasi che alluminio e caffeina fossero destinati a incontrarsi: due elementi nati lontani che, una volta accostati, appaiono immediatamente fatti l’uno per l’altro. Il loro primo incontro avviene nell’Italia degli anni Trenta: è l’inizio di una storia d’amore che si intreccia con quella del Paese, del design, del progresso e dell’industria. In questo saggio Jeffrey Schnapp, tra i più autorevoli storici del design industriale, lega questi materiali ai grandi ideali del Novecento: da un lato la caffeina, emblema dell’iper-produttività; dall’altro l’alluminio, il metallo dell’innovazione. Il punto di svolta è la loro fusione nella Moka Express, la celebre intuizione di Alfonso Bialetti: un oggetto capace di incarnare modernità, slancio creativo ed eleganza accessibile. Attraverso la Moka Bialetti, Schnapp ripercorre le tappe della cultura industriale italiana: da oggetto domestico e simbolo dell’autarchia fascista, la Moka diventa nel dopoguerra emblema del rito quotidiano, del lavoro e dell’eccellenza del Made in Italy. Oggi, con oltre 220 milioni di esemplari venduti, ha conquistato il mondo grazie a un equilibrio sottile tra cultura e design. Del resto, come ricorda Schnapp, gli oggetti industriali non sono mai solo funzioni: sono desideri, trasformazioni, mode e piccoli gesti d’amore.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/storia-damore-di-alluminio-e-caffeina/">Storia d’amore di alluminio e caffeina</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Storia delle stelle</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/storia-delle-stelle-adam-smith-luiss-university-press-collana-nautilus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 13:08:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“La meraviglia, pertanto, e non l’aspettativa di ottenere vantaggi grazie alle sue scoperte, è il primo principio che spinge l’umanità allo studio della Filosofia, la scienza che pretende di svelare i legami nascosti che uniscono le varie apparizioni della natura; e l’umanità persegue questo studio per sé stessa, come piacere o bene originario, senza prendere [...]</p>
<p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/storia-delle-stelle-adam-smith-luiss-university-press-collana-nautilus/">Storia delle stelle</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<div style="text-align: center;">“La meraviglia, pertanto, e non l’aspettativa di ottenere vantaggi grazie alle sue scoperte, è il primo principio che spinge l’umanità allo studio della Filosofia, la scienza che pretende di svelare i legami nascosti che uniscono le varie apparizioni della natura; e l’umanità persegue questo studio per sé stessa, come piacere o bene originario, senza prendere in considerazione la sua tendenza a procurarle gli strumenti per ottenere altri piaceri.”</div>
</blockquote>
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<div style="text-align: justify;">C’è una forza che attraversa i secoli e i cieli: è la meraviglia, sentimento suscitato da ciò che è nuovo, insolito e straordinario, e che è il propulsore della conoscenza umana. Questa l’idea al fondo della<em> Storia delle stelle</em> (History of Astronomy), che Adam Smith, poco più che ventenne, iniziò a comporre nel 1744 e che vide la luce solo più di mezzo secolo più tardi e dopo la scomparsa del filosofo scozzese, grazie agli amici che curarono l’edizione delle sue carte inedite. La forma apparente di trattato astronomico non deve ingannare: in queste pagine, dense e limpide, Smith osserva i movimenti del firmamento, leggendovi di riflesso la storia di come gli esseri umani cerchino irriducibilmente di placare la loro sete di conoscenza. La storia dell’osservazione degli astri, così, diventa nella <em>Storia delle stelle</em> un piccolo trattato sull’intelletto umano, sulle paure e le aspirazioni della nostra specie, e sulla ricerca d’ordine e di bellezza che guida ogni nostra scoperta. La <em>Storia delle stelle</em>, nelle cui pagine troviamo il primo accenno di Smith alla mano invisibile, rivela un lato poetico e speculativo che pochi conoscono del futuro fondatore della economia politica classica. Sono pagine, queste, in cui già si avverte il respiro lungo dell’illuminismo, la tensione metafisica di chi scruta il cielo non per misurarlo, ma per abitarlo col pensiero. Sono pagine, queste, capaci ancora di restituire a lettrici e lettori contemporanei il bagliore delle stelle che quasi tre secoli fa le hanno ispirate.</div><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/storia-delle-stelle-adam-smith-luiss-university-press-collana-nautilus/">Storia delle stelle</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L&#8217;estasi dell&#8217;ignoranza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 11:09:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Perché inseguiamo l’ignoranza con lo stesso fervore con cui desideriamo conoscere? E cosa ci spinge a coprire le verità più scomode con racconti rassicuranti costruiti ad arte? In L’estasi dell’ignoranza, Mark Lilla esplora una pulsione tanto diffusa quanto raramente confessata: la volontà di non sapere. Contro il mito moderno che celebra trasparenza, informazione e conoscenza [...]</p>
<p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/l-estasi-dell-ignoranza-mark-lilla-libro-luiss-university-press-pensiero-libero/">L’estasi dell’ignoranza</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Perché inseguiamo l’ignoranza con lo stesso fervore con cui desideriamo conoscere? E cosa ci spinge a coprire le verità più scomode con racconti rassicuranti costruiti ad arte? In L’estasi dell’ignoranza, Mark Lilla esplora una pulsione tanto diffusa quanto raramente confessata: la volontà di non sapere. Contro il mito moderno che celebra trasparenza, informazione e conoscenza come valori indiscutibili, questo saggio mostra come l’ignoranza sia spesso una scelta attiva, emotiva, culturale e politica, profondamente radicata nella tradizione occidentale. Una scelta che risponde al bisogno di sentirci protetti da verità capaci di incrinare la nostra identità, le nostre credenze, la nostra idea di felicità. Muovendosi tra filosofia, letteratura, religione e psicoanalisi, Lilla costruisce un viaggio intellettuale nella “volontà di ignoranza”. Dai miti antichi, come quello di Edipo, alle Confessioni di Sant’Agostino, da Nietzsche a Freud, prende forma una lunga storia di fuga dalla verità: tabù che limitano la curiosità, illusioni di innocenza, nostalgie per un passato immaginario, rifiuti ostinati dell’evidenza. Non semplici errori individuali, ma strategie collettive per rendere il mondo più sopportabile, anche a costo di deformarlo. Questa pulsione assume forme quotidiane: il cittadino che evita notizie scomode, il credente che difende un tabù pur intuendone l’origine, l’individuo che rifiuta una diagnosi o una responsabilità morale per non perdere l’equilibrio. Attualissimo,<em> L’estasi dell’ignoranza</em> illumina le radici profonde del cospirazionismo, del pensiero magico e delle semplificazioni ideologiche contemporanee; un invito a riconoscere quanto la fuga dalla realtà possa essere seducente, e quanto alto sia il prezzo che paghiamo quando scegliamo, consapevolmente, di non sapere.</p>
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