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	<title>arte - Luiss University Press</title>
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	<description>Casa editrice dell'Universit&#224; Luiss</description>
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	<title>arte - Luiss University Press</title>
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		<title>Criptopoetica</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/criptopoetica-arte-nella-era-del-tecnocene-libri-luiss-university-press/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 09:36:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa si nasconde dietro lo schermo? Siamo davvero osservatori o, al contrario, veniamo visti, spiati, ipnotizzati da qualcosa che sfugge alla nostra comprensione? Criptopoetica di Nadim Samman è una riflessione acuta e un’indagine visionaria sull’opacità delle tecnologie che modellano la nostra quotidianità. In questo scenario, arte e poesia diventano strumenti di rivelazione, capaci di far [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cosa si nasconde dietro lo schermo? Siamo davvero osservatori o, al contrario, veniamo visti, spiati, ipnotizzati da qualcosa che sfugge alla nostra comprensione? Criptopoetica di Nadim Samman è una riflessione acuta e un’indagine visionaria sull’opacità delle tecnologie che modellano la nostra quotidianità. In questo scenario, arte e poesia diventano strumenti di rivelazione, capaci di far luce sulle tenebre dei data center e sulle logiche enigmatiche degli algoritmi. Secondo Samman, è proprio all’arte contemporanea che spetta il compito di interpretare il nostro tempo, il Tecnocene, l’era in cui le nuove tecnologie non solo condizionano ogni aspetto della vita, ma riscrivono i confini del sensibile, del pensabile e del visibile. Gli artisti assumono così il ruolo di esploratori del nascosto e dell’invisibile, addentrandosi nei black sites (i luoghi segreti della raccolta dati), nei black boxes (i sistemi tecnologici inaccessibili) e nei black holes (i vuoti informativi strategici), alla ricerca di simboli, narrazioni e forme che possano raccontare l’impatto sociale, politico e spirituale della tecnosfera. Con uno sguardo che intreccia filosofia, politica e creatività, Samman compone una mappa critica e poetica del nostro presente. Dal Rinascimento digitale degli NFT a Shakespeare reinterpretato nell’era dell’intelligenza artificiale, Criptopoetica attraversa il tempo e le estetiche per interrogare l’invisibile che ci circonda. Le opere analizzate rivelano emozioni sepolte, tensioni latenti e meccanismi di esclusione e potere che governano la nuova realtà digitale. Criptopoetica è, in definitiva, una guida per orientarsi nei misteri della tecnologia, un invito a guardare oltre l’interfaccia con occhi allenati all’ambiguità e alla bellezza nascosta. Un esercizio di critica e immaginazione, che cerca verità là dove sembrano esserci solo codice e silenzio, nelle pieghe della cripta dei dati.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/criptopoetica-arte-nella-era-del-tecnocene-libri-luiss-university-press/">Criptopoetica</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Artainment@School</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/artainmentschool/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 May 2021 09:14:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Artainment@School è un progetto educativo sviluppato da Artainment Worldwide Shows e Fondazione Bracco, d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio e in collaborazione con gli Uffici Scolastici di altre Regioni italiane per la valorizzazione e la diffusione nelle scuole (primarie e secondarie, con studenti dagli 8 ai 19 anni) del patrimonio artistico e culturale italiano. [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 8">
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<div class="column">
<p>Artainment@School è un progetto educativo sviluppato da Artainment Worldwide Shows e Fondazione Bracco, d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio e in collaborazione con gli Uffici Scolastici di altre Regioni italiane per la valorizzazione e la diffusione nelle scuole (primarie e secondarie, con studenti dagli 8 ai 19 anni) del patrimonio artistico e culturale italiano. Una metodologia didattica sviluppata in dialogo con lo spettacolo multimediale Giudizio Universale. Michelangelo e i segreti della Cappella Sistina di Marco Balich, incentrato sul capolavoro italiano e sul suo genio creatore, con la consulenza scien- tificadeiMuseiVaticani. Coerentemente con lo spettacolo ha impiegato un mix di strumenti complementari, analogici e digitali, in dialogo tra loro.</p>
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</div><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/artainmentschool/">Artainment@School</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L&#8217;altra Terra</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/laltra-terra-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2021 16:12:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sede di civiltà tecnologicamente avanzatissime e illuminate oppure luogo di provenienza di minacciosi estranei invasori, Marte rappresenta, da oltre un secolo, una alternativa alla Terra, un altro mondo sul quale proiettare le nostre speranze e le nostre paure. Da quando, nel Diciannovesimo secolo, gli astronomi Giovanni Schiaparelli e Percivall Lowell osservarono sulla superficie marziana quelli [...]</p>
<p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/laltra-terra-2/">L’altra Terra</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sede di civiltà tecnologicamente avanzatissime e illuminate oppure luogo di provenienza di minacciosi estranei invasori, Marte rappresenta, da oltre un secolo, una alternativa alla Terra, un altro mondo sul quale proiettare le nostre speranze e le nostre paure. Da quando, nel Diciannovesimo secolo, gli astronomi Giovanni Schiaparelli e Percivall Lowell osservarono sulla superficie marziana quelli che ritennero essere una rete di canali artificiali, i sogni e gli incubi degli esseri umani sembrano aver conservato una speciale connessione con il Pianeta Rosso. <em>L’altra Terra</em> è la storia di questa connessione, la vicenda di un vero e proprio mito moderno capace di raccontare, nella letteratura e nel cinema, nella ricerca e nella scienza, i timori e le aspettative della nostra specie, piena di entusiasmo all’arrivo delle macchine, terrorizzata dall’incombenza della guerra nucleare o minacciata dalla natura che non sembra più obbedirle. Dai romanzi di Wells e Asimov ai primi film di fantascienza, dall’osservazione astronomica al progetto SpaceX con il quale Elon Musk prevede di fondare entro pochi anni la prima colonia umana su Marte, la storia raccontata in questo libro è, in fondo, la nostra stessa storia &#8211; quella, cioè, di un’umanità affascinata dal sogno di fuggire altrove, un sogno che oggi sembra finalmente prossimo a divenire realtà.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/laltra-terra-2/">L’altra Terra</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Revolution</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/revolution/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ondina Chirizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2020 09:56:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quando, nel 1968, i Beatles pubblicarono la prima versione di Revolution, si ritrovarono nel mezzo di una singolare bufera, presi tra quanti temevano da parte loro posizioni troppo radicali e quanti invece, tra gli attivisti, si sentivano traditi dai versi di John Lennon, apertamente pacifisti e contrari alla violenza. Non era un caso: Revolution è una canzone — [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando, nel 1968, i Beatles pubblicarono la prima versione di <em>Revolution</em>, si ritrovarono nel mezzo di una singolare bufera, presi tra quanti temevano da parte loro posizioni troppo radicali e quanti invece, tra gli attivisti, si sentivano traditi dai versi di John Lennon, apertamente pacifisti e contrari alla violenza. Non era un caso: <em>Revolution</em> è una canzone — in realtà, una serie di canzoni — disseminata di elementi contraddittori e ambiguità, deliberatamente scritta per suscitare una reazione forte in quanti l’ascoltavano. Quando poi, nel 1987, la Nike scelse il pezzo come colonna sonora di un suo spot, esplosero di nuovo le polemiche da parte, stavolta, di quanti sentivano che l’utilizzo commerciale della musica dei<em> Fab Four </em>fosse un vero e proprio sacrilegio. Questo libro non è soltanto il racconto di una delle più straordinarie vicende musicali del Ventesimo secolo, ma anche una riflessione sulla<em> pop culture</em>, il capitalismo e i molti e diversi linguaggi e piani di significato che sono in azione quando usufruiamo di un prodotto culturale o siamo chiamati in causa da un messaggio pubblicitario, e da come tutto ciò sia influenzato dal tempo, dal luogo, dalle nostre convinzioni o credenze e dalle intenzioni nostre e di chi crea il contenuto. Alan Bradshaw e Linda Scott ci mostrano, anche, come la distinzione tra ciò che è arte e ciò che invece viene fatto “per vendere” sia spesso del tutto soggettiva e impalpabile, tanto che i Beatles non avevano problemi a considerarsi e definirsi “commerciali” mentre il settore dell’advertising, negli anni Ottanta, fu protagonista di una formidabile stagione creativa.<em> Revolution</em>, scritto con il rigore degli studiosi e la passione dei fan della più celebre band di tutti i tempi, è un libro sorprendente che ci fa riconsiderare le visioni antitetiche e semplicistiche di artisti integri e disinteressati opposti a pubblicitari avidi e opportunisti per trattare finalmente l’advertising come una più complessa questione di politica culturale</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/revolution/">Revolution</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Generalisti</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/generalisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 13:52:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Grandi successi ed errori inizialmente si assomigliano. Se le storie di quanti conseguono risultati importanti vengono spesso raccontate come tragitti perfettamente lineari, Generalisti dimostra che la verità è di tutt’altro segno. Analizzando la vita e la carriera di atleti, musicisti, imprenditori e scienziati affermati, David Epstein prova che una specializzazione non precoce, preceduta da una [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Grandi successi ed errori inizialmente si assomigliano. Se le storie di quanti conseguono risultati importanti vengono spesso raccontate come tragitti perfettamente lineari, Generalisti dimostra che la verità è di tutt’altro segno. Analizzando la vita e la carriera di atleti, musicisti, imprenditori e scienziati affermati, David Epstein prova che una specializzazione non precoce, preceduta da una serie consistente di tentativi ed errori, è in genere alla base della realizzazione. Roger Federer scoprì il tennis dopo aver sperimentato tutti gli altri sport che gli fossero capitati. Django Reinhardt sviluppò il suo ineguagliato stile chitarristico dopo aver perso l’uso di due dita. E Vincent Van Gogh si scoprì capace di dipingere nello stile che avrebbe rivoluzionato per sempre l’arte solo negli ultimi due anni di vita, dopo aver tentato di intraprendere i mestieri più disparati ed essere stato giudicato mediocre da maestri e supervisori. Se una iperspecializzazione perseguita sin dai primi anni è di norma considerata un vantaggio competitivo, le storie di questo libro raccontano invece come perfezionarsi in un solo campo possa a volte risultare un limite, come i momenti di crisi e di improvvisazione possano essere i più utili e che, se dedicare parte del tempo ad attività e compiti non immediatamente monetizzabili è “inefficiente”, allora l’inefficienza è un obiettivo da perseguire con tenacia. Tutti si specializzano in qualcosa prima o poi ma, come dimostra David Epstein, per conseguire qualunque risultato nessun metodo è più efficace che trasformare la propria vita in un continuo esperimento.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/generalisti/">Generalisti</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Haçienda</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/hacienda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 13:49:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non c’è successo come il fallimento, cantava Bob Dylan in una delle sue ballate e, se questo è vero, nessuna storia come quella dell’Haçienda lo conferma. Dalla sua apertura nel 1982 a Manchester, all’epoca grigia e cupa città industriale, all’ultima serata, nel giugno del 1997, l’Haçienda, un club nato con l’ambizione di importare nel nord [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non c’è successo come il fallimento, cantava Bob Dylan in una delle sue ballate e, se questo è vero, nessuna storia come quella dell’Haçienda lo conferma. Dalla sua apertura nel 1982 a Manchester, all’epoca grigia e cupa città industriale, all’ultima serata, nel giugno del 1997, l’Haçienda, un club nato con l’ambizione di importare nel nord dell’Inghilterra il fastoso mondo dei più celebri locali newyorkesi, si rivelò al tempo stesso un disastro economico e un capolavoro culturale. Creata, sotto la guida del leggendario discografico Tony Wilson, da idealisti privi di qualsiasi preparazione organizzativa e manageriale, convinti che il club fosse un dono alla comunità e il luogo ideale dove le giovani generazioni potessero coltivare la propria creatività, l’Haçienda – come il Cabaret Voltaire, il CBGB’s o lo Studio 54 – si trasformò ben presto in uno di quei luoghi capaci di creare arte e cultura, esercitando la propria influenza ben oltre i confini della propria esistenza fisica.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/hacienda/">Haçienda</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Fuori Casa</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/fuori-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 13:49:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dove si nasconde il nuovo Messi? Come si fa a scovare e a coltivare un talento? Su quale delle migliaia di campi sterrati dell&#8217;Africa sta correndo, forse senza scarpe, la più grande stella di domani? Nel 2007 il Qatar, il piccolo regno del deserto arabico diventato una delle più ricche nazioni del mondo, decise di [...]</p>
<p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/fuori-casa/">Fuori Casa</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dove si nasconde il nuovo Messi? Come si fa a scovare e a coltivare un talento? Su quale delle migliaia di campi sterrati dell&#8217;Africa sta correndo, forse senza scarpe, la più grande stella di domani? Nel 2007 il Qatar, il piccolo regno del deserto arabico diventato una delle più ricche nazioni del mondo, decise di costruire una nazionale di calcio in grado di competere con le più forti in vista del mondiale 2022. È con quest’idea, e con cento milioni di dollari d’investimento, che inizia il progetto Football Dreams, la più grande ricerca di talenti mai tentata nella storia dello sport. A guidare la caccia c’era Josep Colomer, l’esperto talent scout che aveva contribuito a lanciare la carriera di Lionel Messi, e che avrebbe passato in rassegna milioni di ragazzi sotto ai tredici anni convinto che proprio lì, dopo aver risalito in barca il delta del Niger scortato da militari armati fino ai denti, avrebbe trovato il suo prossimo Pallone d’Oro. Fuori casa segue le vicende dei giovani calciatori africani scelti dal Qatar tra milioni di ragazzi, che avrebbero avuto la grande chance di uscire dalla povertà e fare il loro ingresso nell’Olimpo del calcio tra i top club europei. La realtà si è rivelata ben più dura per i calciatori di Football Dreams che,dopo aver accarezzato il sogno di una grande carriera, tra i top team a livello giovanile, lo hanno visto pian piano sgretolarsi davanti ai loro occhi, tra avidi procuratori, ansia di emergere, e passaporti falsi.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/fuori-casa/">Fuori Casa</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Frugalità</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/frugalita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 13:46:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da Socrate a Thoreau, la maggior parte dei filosofi, moralisti e leader religiosi ha considerato la frugalità come virtù, e la “vita semplice” è tradizionalmente stata associata a saggezza, integrità e felicità. Ma perché? Ed è davvero così? Perché siamo solito sospettare che chi ama il lusso stia facendo qualcosa di sbagliato? In questo saggio [...]</p>
<p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/frugalita/">Frugalità</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da Socrate a Thoreau, la maggior parte dei filosofi, moralisti e leader religiosi ha considerato la frugalità come virtù, e la “vita semplice” è tradizionalmente stata associata a saggezza, integrità e felicità. Ma perché? Ed è davvero così? Perché siamo solito sospettare che chi ama il lusso stia facendo qualcosa di sbagliato? In questo saggio Emrys Westacott passa in rassegna due millenni di storia, alla ricerca delle risposte a queste e a molte altre domande. Se in molti hanno suggerito che il modo migliore di conseguire la felicità è abbracciare una vita semplice e modesta, è pur vero che molti non hanno prestato ascolto.</p>
<p><em>Frugalità. Storia della vita semplice</em> riflette sul vero significato di “semplicità”, sul perché essa sia uno strumento capace di renderci migliori e più felici e perché essa ha sempre faticato a trovare un consenso unanime. Il libro non prende in considerazione solo gli argomenti a favore della frugalità, ma anche quelli a sostegno di lusso ed eccesso, riflettendo ad esempio sull’economia moderna che sembra richiedere alti guadagni e forti capacità di spesa. una riflessione originale es orprendente, utile come guida in un mondo che affronta emergenze come quelle ambientali.</p>
<p>“<em>Che significa ‘essere frugali’? Vivere nel lusso è meglio o peggio che essere stravaganti? Esiste uno stile di vita che può davvero rendere felici? Cosa insegna la natura a proposito del vivere con poco – o contro di esso? Capitolo dopo capitolo, vi ritroverete a esaminare la vostra stessa vita</em>”<br />
<strong>Michelle Singletary, <em>The Washington Post</em></strong></p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/frugalita/">Frugalità</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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