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	<title>economia - Luiss University Press</title>
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	<description>Casa editrice dell'Universit&#224; Luiss</description>
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	<title>economia - Luiss University Press</title>
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		<title>Super!</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/super-un-secolo-di-energia-in-italia-libri-alessandro-lanza-luiss-university-press/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Feb 2025 16:01:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;energia ha rappresentato il motore dell’Italia moderna, segnandone il percorso economico e politico. Dalle prime esplorazioni petrolifere all’ascesa delle grandi aziende nazionali, passando per le nazionalizzazioni degli anni Sessanta e le crisi di mercato, il settore energetico si è intrecciato con gli equilibri internazionali, contribuendo a definire il nostro modello di sviluppo. Super! ripercorre un [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;energia ha rappresentato il motore dell’Italia moderna, segnandone il percorso economico e politico. Dalle prime esplorazioni petrolifere all’ascesa delle grandi aziende nazionali, passando per le nazionalizzazioni degli anni Sessanta e le crisi di mercato, il settore energetico si è intrecciato con gli equilibri internazionali, contribuendo a definire il nostro modello di sviluppo. <em>Super!</em> ripercorre un secolo di profonde trasformazioni, raccontando come l’Italia sia passata da una dipendenza totale dalle importazioni a un ruolo chiave nelle strategie globali. Alessandro Lanza analizza i momenti cruciali di questa evoluzione: la visione ambiziosa di chi ha guidato il settore, la nazionalizzazione dell’energia elettrica, gli shock petroliferi, le privatizzazioni degli anni Novanta e la lunga transizione verso un mercato liberalizzato, fino ad arrivare alle sfide più attuali: il cambiamento climatico, le nuove alleanze energetiche, il ruolo sempre più centrale delle rinnovabili e la corsa alla decarbonizzazione. Attraverso una narrazione chiara e ben documentata, Lanza dimostra come l’energia non sia soltanto una questione economica e tecnologica, ma un nodo strategico che intreccia potere, geopolitica e scelte cruciali per il nostro presente e futuro.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/super-un-secolo-di-energia-in-italia-libri-alessandro-lanza-luiss-university-press/">Super!</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La grande D</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-grande-d-leadership-femminile-imprese-trasformazione-libri-luiss/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Apr 2024 08:14:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La grande D. Come la leadership femminile trasforma le organizzazioni è il nuovo libro di Paola Lazzarini in uscita il 5 aprile 2024 e dedicato al grande tema della valorizzazione delle diversità all&#8217;interno delle imprese italiane. Come scrive la stessa autrice: “è evidente che il tema della valorizzazione delle diversità ha un forte collegamento con [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>La grande D. Come la leadership femminile trasforma le organizzazioni</em> è il nuovo libro di Paola Lazzarini in uscita il 5 aprile 2024 e dedicato al grande tema della valorizzazione delle diversità all&#8217;interno delle imprese italiane. Come scrive la stessa autrice: “è evidente che il tema della valorizzazione delle diversità ha un forte collegamento con la propensione al cambiamento all’interno delle aziende, dove l’impatto più evidente è quello di favorire un ambiente di lavoro più sano, più felice e di conseguenza più produttivo. A livello aziendale, ad esempio, vi è una crescente sensibilità verso le tematiche di genere che si comincia a tradurre in un vero e proprio vantaggio competitivo per le imprese che decidono di adottare concretamente una politica di diversity management. La presenza femminile, in particolare ai vertici, consente infatti di creare un ambiente di lavoro più positivo, inclusivo e vantaggioso nei confronti delle altre donne, dove la gestione dei conflitti avviene attraverso una comunicazione caratterizzata da una forte intelligenza emotiva.”</p>
<h2 style="text-align: justify;">La grande D, un libro dedicato al cambiamento aziendale e alla valorizzazione delle diversità</h2>
<p style="text-align: justify;">&#8221;Iniziare a scrivere un libro sulla leadership al femminile significa far scoccare la scintilla per accendere l’attenzione verso un tema molto dibattuto e, nonostante questo, spesso travisato o sminuito. Significa portare a galla il giusto equilibrio fra opportunità e rischi, certezze e rivendicazioni, passioni e obblighi. Significa infine trovare il tono migliore, gli argomenti giusti e le metafore. Ma anche racconti che restituiscano la bellezza, il privilegio e la forza di essere donna in questo momento così turbolento e di grande incertezza. Ma non è un libro per sole donne, questo. È un libro che mi auguro possa lasciare qualche riflessione anche agli uomini. Vuole essere una sorta di confessionale a doppio ingresso fra ciò che le donne in questi anni hanno imparato da leader uomini e ciò che i colleghi uomini possono apprendere e personalizzare da espressioni di leadership al femminile.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-grande-d-leadership-femminile-imprese-trasformazione-libri-luiss/">La grande D</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Geoeconomia del capitalismo</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/geoeconomia-del-capitalismo-nuovo-libro-di-taranto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2024 16:28:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Il capitalismo di mercato si confronta con il capitalismo di Stato in una comune transizione verso un capitalismo digitale in una condizione di grande variabilità e volatilità. In tale quadro di ricomposizione e instabilità geopolitica, si inseriscono anche il disequilibrio economico-finanziario – nonché politico – tra Paesi frugali e Paesi periferici dell’eurozona, nonché i conflitti [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Il capitalismo di mercato si confronta con il capitalismo di Stato in una comune transizione verso un capitalismo digitale in una condizione di grande variabilità e volatilità. In tale quadro di ricomposizione e instabilità geopolitica, si inseriscono anche il disequilibrio economico-finanziario – nonché politico – tra Paesi frugali e Paesi periferici dell’eurozona, nonché i conflitti a oggi in corso, che hanno causato strozzature nelle catene globali del valore e hanno spinto verso una riorganizzazione del commercio internazionale.”</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/geoeconomia-del-capitalismo-nuovo-libro-di-taranto/">Geoeconomia del capitalismo</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Oltre le banche centrali</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/oltre-le-banche-centrali-francesco-saraceno-nuovo-libro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Aug 2023 12:48:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>John Maynard Keynes nel 1936 concludeva con queste parole la sua opera più famosa: “Gli uomini pratici che si ritengono completamente liberi da ogni influenza intellettuale sono generalmente schiavi di qualche economista defunto”. L’economista defunto di cui sono schiavi gli uomini pratici di oggi è il premio Nobel per l’economia Milton Friedman, al cui nome [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>John Maynard Keynes nel 1936 concludeva con queste parole la sua opera più famosa: “Gli uomini pratici che si ritengono completamente liberi da ogni influenza intellettuale sono generalmente schiavi di qualche economista defunto”. L’economista defunto di cui sono schiavi gli uomini pratici di oggi è il premio Nobel per l’economia Milton Friedman, al cui nome è associata, oltre a “imprese” di dubbio valore come quelle dei cosiddetti Chicago Boys, la controrivoluzione teorica che tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Ottanta del secolo scorso ha fatto tabula rasa delle idee keynesiane. Gli “uomini pratici” che (erroneamente) “si ritengono completamente liberi” sono oggi i banchieri centrali e molti esperti di economia. Dopo i “gloriosi Trenta”, e il lungo periodo di dominio della teoria keynesiana che ha seguito la crisi del 1929, Milton Friedman è stato il maggior artefice del ritorno in auge dell’idea che i mercati siano quasi sempre in grado di fare meglio della mano pubblica. Il nome dell’economista di Chicago è indissolubilmente legato alla teoria monetarista, che legava l’inflazione alla quantità di moneta in circolazione, dando quindi alle banche centrali la colpa di aumenti dei prezzi eccessivi (e, al contrario, il merito di tassi di inflazione moderati).</p>
<h2>La bestia nera degli ultimi anni: l&#8217;inflazione</h2>
<p>A corroborare, inoltre, il ritorno sulla scena di Friedman e delle sue idee è stata proprio l’inflazione che si è riaffacciata di recente, precisamente nel 2021. L’idea per cui questa è essenzialmente un fenomeno monetario è riapparsa prepotentemente, nonostante tutto sembrasse indicare che gli aumenti dei prezzi fossero legati a scarsità, colli di bottiglia, tensioni sui mercati dell’energia e dei beni alimentari. I prezzi hanno iniziato a impennarsi nel 2021 con la ripresa successiva alla pandemia e sono in seguito stati alimentati anche dalla crisi energetica e dall’invasione dell’Ucraina. La fiammata dei prezzi di energia e beni alimentari è durata poco più un anno, dalla metà del 2021 fino alla fine dell’estate del 2022, ma si è lentamente diffusa nell’economia. L’energia, infatti, è un input essenziale di produzione nei processi industriali e per molti servizi, che hanno quasi tutti visto i loro prezzi aumentare. Il biennio 2021-2022, in aggiunta, ha riportato in auge il termine stagflazione, la coesistenza di un’economia in stagnazione e prezzi che aumentano.</p>
<h2>Il ruolo delle banche centrali</h2>
<p>È certamente vero che, qualunque sia la natura della fiammata inflazionistica, le banche centrali possono riportare l’inflazione sotto controllo: contraendo l’offerta di moneta e aumentando i tassi di interesse possono, infatti, rendere più difficile e costoso per imprese e famiglie prendere in prestito per investimenti o consumi, più oneroso pagare i debiti, e più redditizio risparmiare. Tutto ciò riduce la domanda aggregata portando a una diminuzione del livello dei prezzi e a un aumento della disoccupazione. In altre parole, vi sono pochi dubbi sull’efficacia di una restrizione monetaria nel far fronte all’inflazione. Quello su cui oggi infuria la discussione è se, nella contingenza attuale, questa sia davvero la migliore opzione, il mezzo meno costoso, per riportare i prezzi sotto controllo; o se si possa invece fare ricorso ad altri strumenti senza infliggere all’economia un rallentamento o addirittura una recessione. Per rispondere a questa domanda è fondamentale, tuttavia, comprendere la natura dell’inflazione e i suoi comportamenti nel tempo in base alle diverse coordinate storico-economiche.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/oltre-le-banche-centrali-francesco-saraceno-nuovo-libro/">Oltre le banche centrali</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il disfacimento del demos</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-disfacimento-del-demos/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Della Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2023 09:31:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questo è il paradosso centrale, forse persino lo stratagemma centrale, della governance neoliberista: la rivoluzione neoliberista avviene nel nome della libertà – liberi mercati, Paesi liberi, uomini liberi –, ma distrugge le basi su cui la libertà poggia, la sovranità degli Stati e dei soggetti. Gli Stati sono subordinati al mercato, governano per il mercato [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Questo è il paradosso centrale, forse persino lo stratagemma centrale, della governance neoliberista: la rivoluzione neoliberista avviene nel nome della libertà – liberi mercati, Paesi liberi, uomini liberi –, ma distrugge le basi su cui la libertà poggia, la sovranità degli Stati e dei soggetti. Gli Stati sono subordinati al mercato, governano per il mercato e acquisiscono o perdono legittimità in base agli alti e bassi del mercato; inoltre gli Stati rimangono intrappolati nella separazione tra la spinta capitalista all’accumulazione e l’imperativo della crescita economica nazionale. I soggetti, liberati per poter perseguire l’accrescimento del loro capitale umano, emancipati da ogni preoccupazione e regolamentazione da parte della sfera sociale, politica, comune o collettiva, vengono inseriti nelle norme e negli imperativi della condotta di mercato e integrati negli obiettivi dell’azienda, dell’industria, della regione, della nazione o della costellazione postnazionale a cui la loro esistenza è legata. Nella politica, nella cultura e nella società, e quindi nelle discipline che le studiano, esiste solo l’<em>homo oeconomicus</em>.<br />
— WENDY BROWN</p></blockquote>
<p>L&#8217;opera di Wendy Brown rappresenta una forma rigorosa di vigilanza sullo stato della democrazia. In tempi come i nostri in cui pare sia sufficiente il rispetto delle procedure per assicurare il buono stato della democrazia, i suoi libri registrano come un preciso sismografo le crepe che si aprono all’interno della democrazia – a partire dal suo angolo di osservazione, l’Occidente e in particolare gli Stati Uniti – sul piano dei discorsi, delle pratiche, delle istituzioni. Politologa e filosofa della politica, a differenza dell’approccio analitico predominante negli Stati Uniti in queste discipline accademiche, Brown pone come criterio di analisi il concetto stesso di “democrazia”: “governo del popolo”. La questione dirimente è allora se – mediante le istituzioni e le procedure – un popolo effettivamente governi sé stesso; per stabilirlo, non basta restare sul piano della democrazia formale, dove il discrimine tra come un popolo si governa e come un popolo è governato è labile. Anzi, la democrazia formale può finire per configurare un kratos che si rende autonomo dal suo demos, le cui procedure formalizzano poteri non democratici, che non derivano cioè dall’autodeterminazione del demos.<br />
— DARIO GENTILI</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-disfacimento-del-demos/">Il disfacimento del demos</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La ricchezza invisibile delle nazioni</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-ricchezza-invisibile-delle-nazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Oct 2021 07:30:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno Robert Solow, premio Nobel per l’economia, disse ridendo che, se a Milton Friedman ogni cosa faceva pensare alla moneta, a lui tutto ricordava il sesso – ma se ne guardava bene dallo scriverne. Un aneddoto divertente diventato popolare tra gli economisti ma che, secondo Victoria Bateman, nasconde una verità scomoda, e persino pericolosa: [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un giorno Robert Solow, premio Nobel per l’economia, disse ridendo che, se a Milton Friedman ogni cosa faceva pensare alla moneta, a lui tutto ricordava il sesso – ma se ne guardava bene dallo scriverne. Un aneddoto divertente diventato popolare tra gli economisti ma che, secondo Victoria Bateman, nasconde una verità scomoda, e persino pericolosa: la teoria economica, infatti, è stata elaborata ignorando colpevolmente sesso e genere, risultando perciò inadeguata a spiegare (tanto meno a risolvere) temi cruciali come la povertà, la disuguaglianza o l’opposizione tra Stato e mercato. In questo saggio, l’autrice mostra come la liberazione femminile non sia stata un elemento secondario, bensì decisivo, nell’origine della ricchezza dell’Occidente, di norma spiegata esclusivamente con l’intraprendenza e l’inventiva maschili, e che proprio nell’uguaglianza di genere risieda il potenziale trasformativo capace di generare crescita e prosperità – una prosperità che sia anche equa e sostenibile. Se l’economia dipende dal lavoro gratuito che viene svolto a casa prevalentemente dalle donne, la sfera domestica non può essere trascurata dalla maggior parte delle analisi; se le donne sono le più colpite dalla crisi climatica, le politiche ecologiche non possono prescindere dal loro ruolo per essere efficaci; se, infine, la teoria economica è oggi inaridita, ridotta a una branca della matematica applicata, e intrisa di pregiudizi maschilisti come l’idea che le donne debbano “farsi avanti” nel lavoro, cioè correggendosi per aderire a un modello non pensato per loro, un suo ripensamento è urgente. Con questo libro Victoria Bateman afferma che è necessario riportare al centro dell’analisi non un approccio, ma un contenuto: le molteplici attività umane, anche quelle che si svolgono lontano dal mercato, imparando ad ascoltare non soltanto politici e imprese, ma anche i gruppi lontani dalle attività economiche ufficiali. Procedendo nel modo in cui ha fatto finora, l’economia ha conseguito un risultato paradossale: rendersi molto meno rilevante per la vita delle persone di quanto meriti di essere. <em>La ricchezza invisibile delle nazioni</em> è un manifesto scritto per dare all’economia una nuova forza, la forza di diventare una disciplina più flessibile, umana e utile, capace non solo di migliorare la vita delle donne nel mondo intero, ma anche di portare a risultati economici più equi e sostenibili per tutti.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-ricchezza-invisibile-delle-nazioni/">La ricchezza invisibile delle nazioni</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>A che prezzo</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/a-che-prezzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 13:49:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Riders che lavorano per pochi euro e con tutele quasi inesistenti, operai di aziende in crisi costretti a sacrifici non remunerati, lavoratori di 30-40 anni che, anche sommando gli stipendi, non riescono più a formare una famiglia, oltre 250 mila under 35 in fuga dal nostro Paese alla ricerca di un’occupazione all’altezza delle loro competenze: [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Riders che lavorano per pochi euro e con tutele quasi inesistenti, operai di aziende in crisi costretti a sacrifici non remunerati, lavoratori di 30-40 anni che, anche sommando gli stipendi, non riescono più a formare una famiglia, oltre 250 mila under 35 in fuga dal nostro Paese alla ricerca di un’occupazione all’altezza delle loro competenze: sono queste le conseguenze più dure della crisi economica che si è abbattuta sul nostro sistema produttivo nel corso degli ultimi dieci anni. L’indagine di Michel Martone dimostra che, di fronte alla crescente concorrenza globale, prima ancora del reddito di cittadinanza o di “quota 100”, è necessario affrontare l’emergenza retributiva. A che prezzo è la proposta di una riforma organica che, rafforzando la contrattazione collettiva, promuova, con il diritto di tutti i lavoratori ad un salario minimo, la produttività delle imprese.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/a-che-prezzo/">A che prezzo</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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