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	<title>guerra - Luiss University Press</title>
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	<description>Casa editrice dell'Universit&#224; Luiss</description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 Jul 2026 08:24:07 +0000</lastBuildDate>
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	<title>guerra - Luiss University Press</title>
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		<title>L&#8217;isola sospesa</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/l-isola-sospesa-storia-di-taiwan-dalle-origini-alla-guerra-dei-microchip/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[University Press]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 13:23:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;isola sospesa di Stefano Pelaggi racconta Taiwan come un paradosso vivente: uno Stato che esiste in tutto e per tutto, tranne che nel riconoscimento formale. Taiwan è infatti un attore centrale negli equilibri globali costretto però a muoversi nell’ombra della diplomazia internazionale, come fosse sempre sospeso tra essere e non essere. Attraverso un’analisi rigorosa ma [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;isola sospesa di Stefano Pelaggi racconta Taiwan come un paradosso vivente: uno Stato che esiste in tutto e per tutto, tranne che nel riconoscimento formale. Taiwan è infatti un attore centrale negli equilibri globali costretto però a muoversi nell’ombra della diplomazia internazionale, come fosse sempre sospeso tra essere e non essere. Attraverso un’analisi rigorosa ma accessibile, il saggio ricostruisce la lunga storia dell’isola; dalle prime popolazioni aborigene alle dominazioni coloniali, dall’impero giapponese al rifugio del nazionalismo cinese sconfitto, fino alla transizione democratica degli ultimi decenni. Pelaggi intreccia storia, identità e geopolitica per spiegare come Taiwan sia diventata il punto di frizione più delicato del XXI secolo: una democrazia pluralista e tecnologicamente avanzata, so spesa tra la pressione crescente della Repubblica Popolare Cinese e il sostegno strategico degli Stati Uniti. L’autore mostra come la contesa non sia solo tecnologica, per la produzione di microchip, ma simbolica: una battaglia sulla definizione stessa di sovranità, nazione e legittimità storica. Il libro analizza le ambiguità giuridiche di Taiwan, l’isolamento diplomatico im posto da Pechino, il ruolo decisivo dell’industria dei semiconduttori e il peso della memoria storica nella politica asiatica. Ne emerge il ritratto di un’isola che influenza le rotte del commercio globale, la sicurezza del l’Indo-Pacifico e il futuro dell’ordine internazionale. L’Isola sospesa è un viaggio documentato nel cuore di una crisi permanente, dove passato e presente rimangono in equilibrio precario mentre il mondo continua a interrogarsi sul destino di Taiwan con il fiato sospeso.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/l-isola-sospesa-storia-di-taiwan-dalle-origini-alla-guerra-dei-microchip/">L’isola sospesa</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Tutto quello che abbiamo lasciato</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/tutto-quello-che-abbiamo-lasciato-bushra-al-maqtari-luiss-university-press/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jul 2024 15:51:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La guerra è la cosa più importante nella vita di una persona. È il tempo della verità estrema, del coraggio, della vigliaccheria, dell&#8217;amore, della disperazione”, ha scritto Svetlana Aleksievicˇ. È proprio da una riflessione simile che prende le mosse il racconto di Bushra al-Maqtari, testimone, suo malgrado, del terribile conflitto che ha dilaniato il suo [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La guerra è la cosa più importante nella vita di una persona. È il tempo della verità estrema, del coraggio, della vigliaccheria, dell&#8217;amore, della disperazione”, ha scritto Svetlana Aleksievicˇ. È proprio da una riflessione simile che prende le mosse il racconto di Bushra al-Maqtari, testimone, suo malgrado, del terribile conflitto che ha dilaniato il suo Paese, lo Yemen, terra che ha scelto tuttavia di non abbandonare, bensì di attraversare, raccogliendo le voci dei suoi connazionali. <em>Tutto quello che abbiamo lasciato</em> è una potente raccolta di testimonianze che alterna volutamente i racconti delle vittime delle milizie Houthi e di quelle della coalizione a guida saudita, ed è capace di illuminare le tragiche conseguenze del conflitto in Yemen. Attraverso interviste e storie personali, l&#8217;autrice documenta le sofferenze di civili intrappolati in una guerra devastante. Le voci degli yemeniti, spesso ignorate dai media internazionali, emergono con forza, narrando di perdita e disperazione, ma anche di coraggio e resilienza. Al-Maqtari ci invita a riflettere su come in un conflitto, qui raccontato con precisione quanto con compassione, non ci siano mai davvero dei vincitori, e che le semplificazioni fatte talvolta da chi lo osserva da lontano, come la distinzione delle opposte fazioni in “buoni” e “cattivi”, perdano di senso di fronte alla perdita che accomuna tutti. Questo libro è un grido d&#8217;aiuto e un atto di resistenza contro l&#8217;indifferenza, ricordandoci ciò che resta quando tutto sembra perduto: l&#8217;umanità e il bisogno di giustizia.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/tutto-quello-che-abbiamo-lasciato-bushra-al-maqtari-luiss-university-press/">Tutto quello che abbiamo lasciato</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La legge del più forte</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/diritto-strumento-guerra-legge-piu-forte-luca-picotti-libro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2023 10:17:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Spesso si è sentito parlare di guerra economica, intesa come quell’insieme di pratiche adottate dagli Stati per piegare o comunque indebolire economicamente Paesi rivali o concorrenti. Raramente si è prestata attenzione all’infrastruttura concreta che risiede alla base di qualsivoglia guerra economica. Quest’ultima, infatti, si sviluppa per mezzo di leggi, regolamenti, provvedimenti statali. Si tratta di [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso si è sentito parlare di guerra economica, intesa come quell’insieme di pratiche adottate dagli Stati per piegare o comunque indebolire economicamente Paesi rivali o concorrenti. Raramente si è prestata attenzione all’infrastruttura concreta che risiede alla base di qualsivoglia guerra economica. Quest’ultima, infatti, si sviluppa per mezzo di leggi, regolamenti, provvedimenti statali. Si tratta di un intero armamentario giuridico finalizzato al raggiungimento degli scopi geoeconomici e, quindi, geopolitici. La guerra economica, in questo senso, non è altro che l’effetto di una guerra combattuta con le armi del diritto.</p>
<h2>Il diritto come arma geopolitica degli Stati</h2>
<p>L’uso geopolitico del diritto non concerne solo le pratiche offensive volte a indebolire i Paesi rivali, bensì attiene anche a tutto quel complesso di normative protettive adottate dai diversi Stati per tutelare i propri settori strategici. È una partita che si gioca sia in attacco sia, soprattutto, in difesa, ad esempio impedendo a imprese legate a realtà ostili di entrare nel proprio mercato domestico. Questa guerra è combattuta, in primo luogo, dagli Stati. È in capo a questi soggetti, così come emersi secondo il (convenzionale) paradigma vestfaliano (1648), che risiede il potere, in ultima istanza, di adottare tali misure, avendo gli stessi il potere dell’eccezione e sull’eccezione, nascosto tra le innumerevoli clausole di sicurezza e interesse nazionale disseminate nei vari ordinamenti. Questo, sia chiaro, non significa che gli Stati si muovano solitari nello scacchiere globale: come si vedrà, vi sono anche le grandi imprese con le proprie esigenze – non per forza sempre in accordo con la realtà statuale di riferimento – così come entità sovranazionali, si pensi all’Unione Europea, in grado di porre diversi limiti agli Stati che le partecipano. La tesi di questo libro suggerisce però che, in ultima istanza, il potere è sostanzialmente statale: lo si chiamerà il potere sovrano. Questi ultimi anni di crisi, caratterizzati dal paradigma dell’emergenza, hanno messo in chiara luce, a parere di chi scrive, tale realtà. L’uso da parte degli Stati del diritto per affermare il proprio potere si muove su diversi fronti e, per quanto attiene soprattutto alla competizione tra Stati rivali, rimane latente anche tra Paesi alleati; se la soggettività ultima da tutelare è, come si diceva, quella statale, ogni bandiera tende e tenderà sempre a salvaguardare, in primo luogo, i propri interessi. Questo significa che non vi è da stupirsi se le armi giuridiche vengono utilizzate anche all’interno della alleanza atlantica, ad esempio tra Stati Uniti e Paesi europei, oppure tra Stati membri dell’Unione stessa, come Francia e Italia.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/diritto-strumento-guerra-legge-piu-forte-luca-picotti-libro/">La legge del più forte</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Furor</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/furor/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Della Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2023 08:48:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli antichi norreni chiamavano berserksgangr lo spirito che trasformava i guerrieri in uomini orso. Accecati da un’ira animale, indotti in uno stato confusionale, i berserkr si gettavano nella battaglia senza patire dolore e senza provare alcuna pietà. È di un simile furore, brutale e irrazionale, confuso ed emotivo, che scrive Carlo Bordoni, il cui sguardo [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli antichi norreni chiamavano berserksgangr lo spirito che trasformava i guerrieri in uomini orso. Accecati da un’ira animale, indotti in uno stato confusionale, i berserkr si gettavano nella battaglia senza patire dolore e senza provare alcuna pietà. È di un simile furore, brutale e irrazionale, confuso ed emotivo, che scrive Carlo Bordoni, il cui sguardo analitico non tratta però di epoche antiche ma dipinge piuttosto la nostra società occidentale; una società in cui la ragione, la scienza e il pensiero, soli antidoti all’erompere della forza bruta, sono ormai venuti meno. Ma come si è arrivati a tutto ciò? In che modo la ragione è stata sconfitta? Senza fare facili moralismi, Bordoni propone un’idea tanto paradossale quanto suggestiva: la violenza e l’irrazionalismo non hanno a che fare con qualche spirito antico e magico, ma con l’etica. Occorre infatti tornare a riflettere sul rapporto, spesso sottaciuto, della violenza con l’etica. Dalle considerazioni di Benjamin, Foucault e Derrida sulla violenza in quanto creatrice di diritto, passando per quelle di Aristotele e Bourdieu sulla mutevolezza dell’habitus, fino alle critiche di Adorno e Butler sull’anacronismo etico come forma d’imposizione, Bordoni dipinge la nostra epoca come quella in cui si concretizza una tendenza alla violenza etica, cioè al tentativo di giustificare la violenza sulle basi di reazioni e argomenti emotivi. È quando questa emozione condivisa diventa “etica”, cioè moralmente accettabile, che dobbiamo iniziare a temere che la società crolli in un irrazionalismo diffuso e pericoloso.</p>
<blockquote><p>“Riflettendo sul paradosso di una violenza etica – e di molti altri enigmi della razionalità e dell’irrazionalità umana – il libro di Bordoni ci conduce tra tempi e luoghi differenti, in compagnia di molti filosofi e scrittori contemporanei. È un libro che costringe a fermarsi e riflettere dopo ogni frase.”<br />
Colin Crouch, Università di Warwick</p></blockquote><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/furor/">Furor</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Solo i più ricchi</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/solo-i-piu-ricchi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Della Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2023 10:30:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La storia di questo libro inizia il giorno in cui Douglas Rushkoff, noto studioso e popolare divulgatore sui temi dell’innovazione e dell’hi-tech, riceve un singolare invito: in cambio di un’ingente somma, dovrà raggiungere una località segreta nel deserto e qui fornire una consulenza a cinque delle persone più ricche del pianeta, che intendono verificare la [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400">La storia di questo libro inizia il giorno in cui Douglas Rushkoff, noto studioso e popolare divulgatore sui temi dell’innovazione e dell’hi-tech, riceve un singolare invito: in cambio di un</span><span style="font-weight: 400">’</span><span style="font-weight: 400">ingente somma, dovrà raggiungere una località segreta nel deserto e qui fornire una consulenza a cinque delle persone più ricche del pianeta, che intendono verificare la bontà dei diversi piani di fuga da loro elaborati in vista di quello che chiamano </span><i><span style="font-weight: 400">l’Evento </span></i><i><span style="font-weight: 400">–</span></i><span style="font-weight: 400"> la catastrofe di natura incerta ma che, ne sono sicuri, sta per abbattersi sul nostro pianeta. Sembra un film, ma è tutto vero. Del resto, se i multimilionari non si curano degli allarmi d</span><span style="font-weight: 400">e</span><span style="font-weight: 400">lla comunità scientifica rispetto alla crisi ambientale né intendono </span><span style="font-weight: 400">ripensare una corsa indiscriminata al profitto</span><span style="font-weight: 400"> divenuta ormai insostenibile è proprio perché, da lungo tempo, stanno progettando di fuggire al momento opportuno, lasciandoci qui, in un mondo divenuto invivibile. Che si tratti di una catastrofe climatica, di un meteorite che si abbatte sul pianeta o di un’esplosione nucleare, gli ultraricchi hanno già costruito esclusivi bunker sotterranei </span><span style="font-weight: 400">–</span><span style="font-weight: 400"> resort in località remote e protette </span><span style="font-weight: 400">–</span><span style="font-weight: 400"> e astronavi pronte a partire per Marte </span><span style="font-weight: 400">–</span><span style="font-weight: 400"> a bordo delle quali, naturalmente, nessuno di noi sarà ammesso. Tanto appassionante quanto sconvolgente, </span><i><span style="font-weight: 400">Solo i più ricchi</span></i><span style="font-weight: 400"> racconta una storia incredibile ma vera e ricostruisce ciò che l’autore definisce il </span><i><span style="font-weight: 400">Mindset </span></i><i><span style="font-weight: 400">–</span></i><span style="font-weight: 400"> quel particolare atteggiamento mentale diffuso tra i “vincenti” che li ha convinti di essere molto al di sopra dei comuni mortali e di potersi impunemente sbarazzare dello stesso mondo che hanno contribuito a distruggere. Eppure, come dimostra l’autore, l’idea di poter ricominciare da capo altrove, come in un gigantesco videogioco, è pura follia: l’unico modo che abbiamo per evitare la catastrofe è iniziare a lavorare perché non avvenga. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><span style="font-weight: 400">“Un ritratto devastante della cultura e delle logiche alla base della grande tecnologia”</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400"><strong>Naomi Klein</strong>, autore di </span><i><span style="font-weight: 400">No Logo</span></i><span style="font-weight: 400"> e </span><i><span style="font-weight: 400">Il mondo in fiamme</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400">“Un racconto al tempo stesso stupefatto e infuriato degli estremi a cui è arrivato il capitalismo. Dopo averlo letto, ho iniziato ad affilare il forcone”</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400"><strong>Jonathan Lethem</strong>, autore di </span><i><span style="font-weight: 400">L’arresto</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400">“Il resoconto asciutto e inquietante della sconcertante scommessa degli ultraricchi contro il genere umano”</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400"><strong>Cory Doctorow</strong>, autore </span><i><span style="font-weight: 400">di Radicalized. Quattro storie dal futuro</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400">“Svelando l’assurdità delle fantasie di fuga dei più ricchi, Rushkoff scrive una appassionata difesa di quanti sono considerati come cittadini sacrificabili nella imminente catastrofe climatica: tutti noi”</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400"><strong>Jenny Odell</strong>, autrice di </span><i><span style="font-weight: 400">Come non fare niente</span></i></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/solo-i-piu-ricchi/">Solo i più ricchi</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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