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	<title>lavoro - Luiss University Press</title>
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	<description>Casa editrice dell'Universit&#224; Luiss</description>
	<lastBuildDate>Thu, 25 Jun 2026 14:56:17 +0000</lastBuildDate>
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	<title>lavoro - Luiss University Press</title>
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		<title>Step out</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/step-out-navigare-nei-labirinti-delle-incertezze-per-tessere-le-trame-del-domani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[University Press]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 13:44:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Clima. Demografia. Disuguaglianza. Globalizzazione. Sfiducia. Tecnologia. La storia difficilmente ricorderà la decade del 2020 come un’era di stabilità o come anni di passaggio, ma come un periodo di intenso e inevitabile confronto su temi profondamente radicati e a lungo ignorati. Un periodo che sembra mettere alla prova ogni sistema che credevamo sicuro, costringendo le società [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Clima. Demografia. Disuguaglianza. Globalizzazione. Sfiducia. Tecnologia. La storia difficilmente ricorderà la decade del 2020 come un’era di stabilità o come anni di passaggio, ma come un periodo di intenso e inevitabile confronto su temi profondamente radicati e a lungo ignorati. Un periodo che sembra mettere alla prova ogni sistema che credevamo sicuro, costringendo le società civili a un’inevitabile resa dei conti su scala economica, sociale, politica e culturale. In Ipsos crediamo fortemente nell’importanza di comprendere il contesto, perché dal contesto in cui viviamo e dalle discontinuità che lo attraversano nascono le opinioni, i comportamenti, le scelte di consumo e di vita delle persone. In questa nuova edizione di Flair (la sedicesima in Italia e la prima come Ipsos Doxa), cerchiamo di offrire una lettura concreta e basata sui fatti che riflette il meglio della nostra azienda: lo sguardo scenariale, la lettura dei fenomeni in atto per provare ad anticiparli, la disciplina delle nostre metodologie, la curiosità delle persone che rendono Ipsos Doxa un’azienda dinamica, la costante attenzione per l’innovazione e il continuo impegno affinché i dati siano un imprescindibile strumento di conoscenza della realtà e di supporto nelle scelte.</p>
<p style="text-align: right;">—Nicola Neri</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>LE IMPRESE, COME LE PERSONE, SONO costrette nei diversi labirinti delle incertezze contemporanee. Ogni giorno a ziende e persone si trovano di fronte a bivi che si moltiplicano, informazioni contraddittorie, possibilità infinite che invece di liberare avvolgono, frenano, immobilizzano. La sfida è quella di osare, rompere gli indugi e muoversi alla ricerca di una propria soluzione per navigare nel labirinto, reinventandosi, cercando il vento che può gonfiare le vele dell’impresa o delle persone. Step out non significa lanciarsi nel vuoto senza paracadute o prendere decisioni avventate. Significa avere la coscienza che l’unico vero fallimento consiste nel non provarci mai. Le aziende, i manager, i cittadini possono scegliere di muoversi, di vivere con intensità e impegno il cambiamento. Non è facile. Occorre ac cettare la dimensione della complessità, avere il coraggio di mettersi in di scus sione e investire sulla volontà di comprendere in profondità i mutamenti in atto prima di decidere. Operare nel mercato come nella società o nella rete esperienziale di ogni individuo significa saper cogliere le esigenze dei soggetti con cui si è in relazione, siano essi cittadini, consumatori, dipendenti. Significa saper porre le domande giuste per individuare e anticipare le esigenze trovando delle risposte adeguate.</p>
<p style="text-align: right;">—Enzo Risso</p>
</blockquote><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/step-out-navigare-nei-labirinti-delle-incertezze-per-tessere-le-trame-del-domani/">Step out</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L&#8217;argento della patria</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/l-argento-della-patria-vivere-e-lavorare-in-italia-dopo-i-sessanta-anni-luiss-university-press/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 11:47:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Italia sta vivendo una trasformazione demografica profonda: il baricentro del Paese si sposta sempre più verso le età mature. Nei prossimi decenni, il numero delle persone in età avanzata crescerà fino a superare quello di chi lavora. Un cambiamento che chiede lucidità e visione, non rimpianti per un passato che non torna. Ma chi sono [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;Italia sta vivendo una trasformazione demografica profonda: il baricentro del Paese si sposta sempre più verso le età mature. Nei prossimi decenni, il numero delle persone in età avanzata crescerà fino a superare quello di chi lavora. Un cambiamento che chiede lucidità e visione, non rimpianti per un passato che non torna. Ma chi sono davvero, oggi, i cosiddetti “silver”? Di certo non le figure stanche e ai margini dell’immaginario novecentesco. Lungi dal corrispondere agli stereotipi di chi li vorrebbe solo annoiati e in attesa della pensione, i nuovi senior formano un aggregato eterogeneo e vitale. I nuovi sessantenni sono un mondo variegato e in movimento: godono di una salute migliore, non si sentono anziani e respingono con decisio ne le etichette della passività. Hanno studiato di più, partecipano alla vita sociale, consumano più dei giovani e, spesso, sono capaci di progettare in modo migliore di millennials e GenZ. Portano con sé energia, desiderio di fare, e un patrimonio di esperienze che chiede solo di essere riconosciuto. A partire da questa realtà, Matteo Caroli esplora le nuove forme del lavoro dei silver: dalla condivisione dei ruoli alla possibilità di imparare mestieri diversi anche in età avanzata, fino alla collaborazione tra generazioni come chiave per trasmettere saperi e competenze. Restare attivi non è soltanto una scelta personale: è un fattore decisivo di benessere individuale e di tenuta collettiva. L’argento della patria offre una visione del lavoro in età avanzata che soddisfi tanto le esigenze delle persone quanto delle imprese, contribuendo a ridurre la pressione demografica sui conti pubblici. Ne emerge un invito chiaro a superare i pregiudizi legati all’età: una vita lavorativa più lunga non è un’anomalia da subire, ma una risorsa strategica per la crescita economica e sociale del Paese. Perché, in un’Italia che invecchia, l’esperienza non è il passato che resta: è il motore silenzioso del futuro.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/l-argento-della-patria-vivere-e-lavorare-in-italia-dopo-i-sessanta-anni-luiss-university-press/">L’argento della patria</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il posto</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-post-breve-storia-occupazione-italia-libri-luiss-university-press/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2025 09:30:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla ricostruzione postbellica alle crisi contemporanee, il mercato del lavoro italiano ha sempre rispecchiato le trasformazioni sociali, economiche e culturali del Paese. Ne Il posto Nicola Acocella, uno dei più importanti economisti italiani, indaga i fenomeni della disoccupazione ciclica, il persistente divario tra Nord e Sud, le disparità di genere e il fenomeno dei giovani [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dalla ricostruzione postbellica alle crisi contemporanee, il mercato del lavoro italiano ha sempre rispecchiato le trasformazioni sociali, economiche e culturali del Paese. Ne <em>Il posto</em> Nicola Acocella, uno dei più importanti economisti italiani, indaga i fenomeni della disoccupazione ciclica, il persistente divario tra Nord e Sud, le disparità di genere e il fenomeno dei giovani NEET. Con un approccio rigoroso e chiaro, si esplorano le politiche attuate, le inefficienze strutturali e le risposte alla globalizzazione e alle crisi economiche. Uno sguardo che non si ferma al passato, ma guarda al futuro, invitando a ripensare il mercato del lavoro per cogliere nuove opportunità in un mondo in rapida evoluzione.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-post-breve-storia-occupazione-italia-libri-luiss-university-press/">Il posto</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il freddo in Africa</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-freddo-in-africa-e-altre-storia-di-una-italia-nata-altrove-karima-moual/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Apr 2024 16:03:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il freddo in Africa racconta una storia che ci è cresciuta a fianco, a volte silenziosa, altre rumorosa. Una storia fatta di una moltitudine di persone provenienti da lontano, con le loro ferite, sogni e ambizioni. È la storia degli immigrati in Italia che è insieme storia di idee. Idee che non avrebbero potuto essere [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><em>Il freddo in Africa</em> racconta una storia che ci è cresciuta a fianco, a volte silenziosa, altre rumorosa. Una storia fatta di una moltitudine di persone provenienti da lontano, con le loro ferite, sogni e ambizioni. È la storia degli immigrati in <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/le-serenissime-storia-imprese-nordest-venezia-impresa-storia/" target="_blank" rel="noopener">Italia</a> che è insieme storia di idee. Idee che non avrebbero potuto essere immaginate da persone la cui vita non si fosse trovata sospesa tra due culture. Idee che non avrebbero potuto essere realizzate se quelle persone non avessero deciso di valorizzare il proprio vissuto. Sono le idee le vere protagoniste di questi racconti. Storie in cui vita e immaginazione si mescolano nel punto in cui culture differenti si incontrano, integrandosi reciprocamente; e il rischio d’<a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-buon-lavoro-benessere-cura-persone-imprese-italiane-cuzzilla-perrone/" target="_blank" rel="noopener">impresa</a> si trova a coincidere. Per fotografare questo racconto possono esserci varie angolazioni e chiavi di lettura. Qui si è scelto appositamente di raccontarlo attraverso il segmento dell’imprenditoria, e questo non tanto per rimarcare la vecchia categoria dell’“immigrato di successo”, quanto per provare finalmente a ricostruire un racconto un po’ più complesso, che comprenda le varie fasi di un percorso di emigrazione che parte da lontano. Dai sogni e dalle aspettative per poi scontrarsi con la realtà, fatta di ostacoli, difficoltà ma anche di ambizione, audacia e coraggio nel portare a termine un progetto.</div><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-freddo-in-africa-e-altre-storia-di-una-italia-nata-altrove-karima-moual/">Il freddo in Africa</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Il buon lavoro</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-buon-lavoro-benessere-cura-persone-imprese-italiane-cuzzilla-perrone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Dec 2023 16:39:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Avere un buon lavoro, oggi, non significa soltanto avere un buon reddito o una posizione sociale riconosciuta, ma anche essere dediti a un’attività conciliabile con le esigenze e le aspirazioni personali. La prospettiva di “stare bene” sul luogo di lavoro diventa una necessità urgente in un mondo che cambia sempre più rapidamente, e che calo [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>Avere un buon lavoro, oggi, non significa soltanto avere un buon reddito o una posizione sociale riconosciuta, ma anche essere dediti a un’attività conciliabile con le esigenze e le aspirazioni personali. La prospettiva di “stare bene” sul luogo di lavoro diventa una necessità urgente in un mondo che cambia sempre più rapidamente, e che calo demografico, crisi climatica e disuguaglianze sociali mettono a dura prova. Osservando da vicino la realtà delle imprese italiane, Stefano Cuzzilla e Manuela Perrone presentano con questo saggio uno strumento indispensabile per orientarsi negli anni a venire, anni in cui desideri, ambizioni e sostenibilità sociale non saranno più vissuti come fastidi, ma come possibilità di crescita e benessere.</p>
</div><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-buon-lavoro-benessere-cura-persone-imprese-italiane-cuzzilla-perrone/">Il buon lavoro</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Karl Marx nell’era digitale</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/karl-marx-nellera-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Della Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2022 10:45:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il capitalismo ha realizzato tutto ciò che era in suo potere, ma ora ha raggiunto i suoi limiti: la strada di una continua crescita a discapito delle risorse naturali non è più praticabile. Dunque, che fare? Per Ludger Eversmann, filosofo e informatico tedesco, la soluzione passa attraverso un utilizzo rivoluzionario della tecnologia, messa al pieno [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il capitalismo ha realizzato tutto ciò che era in suo potere, ma ora ha raggiunto i suoi limiti: la strada di una continua crescita a discapito delle risorse naturali non è più praticabile. Dunque, che fare? Per Ludger Eversmann, filosofo e informatico tedesco, la soluzione passa attraverso un utilizzo rivoluzionario della tecnologia, messa al pieno servizio della collettività. Si tratta di ripensare un nuovo ordine economico, come già sostenuto un secolo fa da Marx, capace di superare i problemi strutturali del capitalismo. Ma si tratta di pensare anche oltre Marx, profittando delle incredibili possibilità delle nostre società digitali: fabbriche intelligenti capaci di produrre on demand solo quello di cui abbiamo bisogno, infrastrutture automatizzate e statali al servizio della società e che regolino la produzione e il consumo delle risorse. Dobbiamo cioè pensare a una nuova “Atene digitale” in cui sono le macchine a lavorare, lasciando agli umani il lavoro intellettuale e la capacità decisionale. Ma c’è ancora spazio per un ‘socialismo utopistico’ nell’epoca dell’intelligenza artificiale?</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/karl-marx-nellera-digitale/">Karl Marx nell’era digitale</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Automazione</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/automazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Della Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2022 09:54:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dai giganti della Silicon Valley ai politici, dai tecno-futuristi ai sociologi, tutti sono concordi che l’era che ci apprestiamo a vivere è quella dell’automazione. In questa nuova epoca anche il lavoro &#8211; con il suo significato, il suo valore, il suo impatto sociale, politico ed economico &#8211; non sarà più come lo conoscevamo. I rapidi [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dai giganti della Silicon Valley ai politici, dai tecno-futuristi ai sociologi, tutti sono concordi che l’era che ci apprestiamo a vivere è quella dell’automazione. In questa nuova epoca anche il lavoro &#8211; con il suo significato, il suo valore, il suo impatto sociale, politico ed economico &#8211; non sarà più come lo conoscevamo. I rapidi progressi nell’intelligenza artificiale, nell’apprendimento delle macchine e nella robotica sono in procinto di trasformare i processi lavorativi automatizzandoli completamente. Già ora sfrecciano camion senza conducente e cani robotici trasportano attraverso pianure desolate armi destinate ai militari. Nelle fiere di robotica si mettono in mostra macchine in grado di cucinare, avere rapporti sessuali e perfino sostenere una conversazione. Ci stiamo dunque avviando verso il crepuscolo del lavoro umano? Secondo Aaron Benanav ci sono molti buoni motivi per dubitare di tutta questa frenesia futurista. Del resto, anche se l’automazione dovesse comportare la liberazione collettiva dalla fatica fisica del lavoro, noi continueremmo comunque a vivere in una società nella quale la maggior parte delle persone deve lavorare per vivere, il che significa che il sogno di una totale emancipazione potrebbe trasformarsi nell’incubo di una disoccupazione di massa. In questo libro Benanav sconfessa il facile entusiasmo per l’automazione e il furore digitale proponendo un ripensamento radicale del rapporto tra macchine e umani, digitalizzazione della società e mondo del lavoro, robotica e benessere economico.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/automazione/">Automazione</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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