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	<title>occidente - Luiss University Press</title>
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	<description>Casa editrice dell'Universit&#224; Luiss</description>
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	<title>occidente - Luiss University Press</title>
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		<title>L&#8217;estasi dell&#8217;ignoranza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 11:09:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Perché inseguiamo l’ignoranza con lo stesso fervore con cui desideriamo conoscere? E cosa ci spinge a coprire le verità più scomode con racconti rassicuranti costruiti ad arte? In L’estasi dell’ignoranza, Mark Lilla esplora una pulsione tanto diffusa quanto raramente confessata: la volontà di non sapere. Contro il mito moderno che celebra trasparenza, informazione e conoscenza [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Perché inseguiamo l’ignoranza con lo stesso fervore con cui desideriamo conoscere? E cosa ci spinge a coprire le verità più scomode con racconti rassicuranti costruiti ad arte? In L’estasi dell’ignoranza, Mark Lilla esplora una pulsione tanto diffusa quanto raramente confessata: la volontà di non sapere. Contro il mito moderno che celebra trasparenza, informazione e conoscenza come valori indiscutibili, questo saggio mostra come l’ignoranza sia spesso una scelta attiva, emotiva, culturale e politica, profondamente radicata nella tradizione occidentale. Una scelta che risponde al bisogno di sentirci protetti da verità capaci di incrinare la nostra identità, le nostre credenze, la nostra idea di felicità. Muovendosi tra filosofia, letteratura, religione e psicoanalisi, Lilla costruisce un viaggio intellettuale nella “volontà di ignoranza”. Dai miti antichi, come quello di Edipo, alle Confessioni di Sant’Agostino, da Nietzsche a Freud, prende forma una lunga storia di fuga dalla verità: tabù che limitano la curiosità, illusioni di innocenza, nostalgie per un passato immaginario, rifiuti ostinati dell’evidenza. Non semplici errori individuali, ma strategie collettive per rendere il mondo più sopportabile, anche a costo di deformarlo. Questa pulsione assume forme quotidiane: il cittadino che evita notizie scomode, il credente che difende un tabù pur intuendone l’origine, l’individuo che rifiuta una diagnosi o una responsabilità morale per non perdere l’equilibrio. Attualissimo,<em> L’estasi dell’ignoranza</em> illumina le radici profonde del cospirazionismo, del pensiero magico e delle semplificazioni ideologiche contemporanee; un invito a riconoscere quanto la fuga dalla realtà possa essere seducente, e quanto alto sia il prezzo che paghiamo quando scegliamo, consapevolmente, di non sapere.</p>
<div class="_df_book df-lite" id="df_18429"  _slug="lestasi-dellignoranza" data-title="lestasi-dellignoranza" wpoptions="true" thumbtype="" ></div><script class="df-shortcode-script" nowprocket type="application/javascript">window.option_df_18429 = {"outline":[],"backgroundColor":"#00000","autoEnableOutline":"false","autoEnableThumbnail":"false","overwritePDFOutline":"false","backgroundImage":"https:\/\/luissuniversitypress.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/La-biblioteca-dei-quanti-Egginton-5.jpg","direction":"1","pageSize":"0","source":"https:\/\/luissuniversitypress.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Mark-Lilla_estratto-3.pdf","wpOptions":"true"}; if(window.DFLIP && window.DFLIP.parseBooks){window.DFLIP.parseBooks();}</script><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/l-estasi-dell-ignoranza-mark-lilla-libro-luiss-university-press-pensiero-libero/">L’estasi dell’ignoranza</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L&#8217;Internazionale moralista</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/internazionale-moralista-conservatori-russi-conquista-occidente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2024 13:19:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’Internazionale moralista fa luce sul volto della Russia contemporanea spesso lasciato nell’ombra: il rapporto ambiguo fra Cremlino e religione, mediato dalla Chiesa Ortodossa Russa. È un saggio importante non solo perché traccia una panoramica esaustiva delle relazioni fra il Cremlino e la Chiesa Ortodossa Russa, ma anche e soprattutto per le implicazioni che propone nel [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">L’Internazionale moralista fa luce sul volto della Russia contemporanea spesso lasciato nell’ombra: il rapporto ambiguo fra Cremlino e religione, mediato dalla Chiesa Ortodossa Russa. È un saggio importante non solo perché traccia una panoramica esaustiva delle relazioni fra il Cremlino e la Chiesa Ortodossa Russa, ma anche e soprattutto per le implicazioni che propone nel farlo. In questo saggio, Kristina Stoeckl e Dmitry Uzlaner avanzano la tesi secondo cui l’ideologia conservatrice e tradizionalista con cui la Chiesa Ortodossa Russa si è imposta nella Russia postsovietica sarebbe un prodotto delle più ampie culture wars globali. Ma cosa sono le culture wars? Sono guerre che si combattono per l’egemonia culturale, morale e dunque anche politica nel mondo globalizzato. Una di queste guerre, dunque, è quella combattuta dalla Chiesa ortodossa russa per assumere un ruolo guida nel Paese e per influenzare le strategie delle forze conservatrici internazionali. Uscita isolata dall’epoca sovietica, la Chiesa ortodossa russa ha infatti aggiornato la propria agenda tradizionalista attraverso una fitta rete di alleanze e contatti internazionali che, nel giro di pochi decenni, l’hanno resa il più prezioso alleato del Cremlino. Stato e Chiesa tornano oggi a collaborare per trasformare la Russia nella patria dell’Internazionale moralista. La prima implicazione chiave offerta da questo saggio è che la Russia, così come altri Stati, va osservata e studiata nella sua dimensione transnazionale, eliminando ogni lente eccezionalista ed essenzialista. Questo ragionamento va oltre alle logiche meramente geopolitiche che vedono la Russia come una “potenza” nello “scacchiere globale”, che lotta per i propri interessi economici e politici. Tiene conto invece anche di dinamiche più liquide e volatili, appa- rentemente slegate da logiche politico-economiche e più inerenti a questioni morali e culturali. L’analisi di Stoeckl e Uzlaner sottolinea così l’urgenza di adottare una prospettiva transnazionale e relazionale.</div><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/internazionale-moralista-conservatori-russi-conquista-occidente/">L’Internazionale moralista</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La ricchezza invisibile delle nazioni</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-ricchezza-invisibile-delle-nazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Oct 2021 07:30:03 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un giorno Robert Solow, premio Nobel per l’economia, disse ridendo che, se a Milton Friedman ogni cosa faceva pensare alla moneta, a lui tutto ricordava il sesso – ma se ne guardava bene dallo scriverne. Un aneddoto divertente diventato popolare tra gli economisti ma che, secondo Victoria Bateman, nasconde una verità scomoda, e persino pericolosa: la teoria economica, infatti, è stata elaborata ignorando colpevolmente sesso e genere, risultando perciò inadeguata a spiegare (tanto meno a risolvere) temi cruciali come la povertà, la disuguaglianza o l’opposizione tra Stato e mercato. In questo saggio, l’autrice mostra come la liberazione femminile non sia stata un elemento secondario, bensì decisivo, nell’origine della ricchezza dell’Occidente, di norma spiegata esclusivamente con l’intraprendenza e l’inventiva maschili, e che proprio nell’uguaglianza di genere risieda il potenziale trasformativo capace di generare crescita e prosperità – una prosperità che sia anche equa e sostenibile. Se l’economia dipende dal lavoro gratuito che viene svolto a casa prevalentemente dalle donne, la sfera domestica non può essere trascurata dalla maggior parte delle analisi; se le donne sono le più colpite dalla crisi climatica, le politiche ecologiche non possono prescindere dal loro ruolo per essere efficaci; se, infine, la teoria economica è oggi inaridita, ridotta a una branca della matematica applicata, e intrisa di pregiudizi maschilisti come l’idea che le donne debbano “farsi avanti” nel lavoro, cioè correggendosi per aderire a un modello non pensato per loro, un suo ripensamento è urgente. Con questo libro Victoria Bateman afferma che è necessario riportare al centro dell’analisi non un approccio, ma un contenuto: le molteplici attività umane, anche quelle che si svolgono lontano dal mercato, imparando ad ascoltare non soltanto politici e imprese, ma anche i gruppi lontani dalle attività economiche ufficiali. Procedendo nel modo in cui ha fatto finora, l’economia ha conseguito un risultato paradossale: rendersi molto meno rilevante per la vita delle persone di quanto meriti di essere. <em>La ricchezza invisibile delle nazioni</em> è un manifesto scritto per dare all’economia una nuova forza, la forza di diventare una disciplina più flessibile, umana e utile, capace non solo di migliorare la vita delle donne nel mondo intero, ma anche di portare a risultati economici più equi e sostenibili per tutti.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-ricchezza-invisibile-delle-nazioni/">La ricchezza invisibile delle nazioni</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La tragedia del diavolo</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-tragedia-del-diavolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 13:45:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Questo libro è stato presente sul mercato arabo ininterrottamente per oltre mezzo secolo. Per quanto formalmente bandito, è in realtà disponibile a chiunque, in ogni nazione araba, abbia voglia di leggerlo &#8211; o di bruciarlo.&#8221; </strong>(dalla prefazione dell&#8217;autore)</p>
<p>Nel dicembre del 1969 Sadik al-Azm, all’epoca giovane studioso siriano, preoccupato dal crescente uso strumentale della religione da parte delle élite politiche nel mondo arabo, pubblicò <em>La tragedia del diavolo</em>. Il libro, che oltre ogni aspettativa andò subito esaurito, provocò il più grande tumulto intellettuale arabo del ventesimo secolo, portando all’arresto e al processo del suo autore, accusato di prendersi gioco della religione. Nel libro, oggiriscoperto e disponibile perla prima volta in lingue diverse dall’arabo, al-Azm mette in guardia isuoi contemporanei e i posteri dai rischi insiti nell’uso strumentale della religione da parte del potere costituito, e rompe uno dei grandi tabù della sua e della nostra epoca, attaccando direttamente il fondamentalismo religioso. Un libro scritto oltre quarant’anni fa, profetico nel paventare quanto sarebbe successo nei decenni successivi, vibrante nell’incitare i cittadini dei paesi arabi ad abbracciare un pensiero più laico e secolare,terribilmente attuale nel denunciare le azioni disumane dei regimi totalitari.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-tragedia-del-diavolo/">La tragedia del diavolo</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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