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	<title>storia economica - Luiss University Press</title>
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	<description>Casa editrice dell'Universit&#224; Luiss</description>
	<lastBuildDate>Fri, 08 Sep 2023 11:52:07 +0000</lastBuildDate>
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	<title>storia economica - Luiss University Press</title>
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		<title>L’internazionalizzazione dei comuni. Dalle città-mondo all’arcipelago globale</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/linternazionalizzazione-dei-comuni-dalle-citta-mondo-allarcipelago-globale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2023 10:57:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi le attività più significative si svolgono nelle città e, tuttavia, noi continuiamo a vedere soltanto gli Stati come attori globali. Le città sono il centro dell’economia, sono i luoghi in cui vive la maggior parte delle persone. Riforme politiche, innovazione sociale, proteste e rivoluzioni hanno luogo nelle città. Le città sono la memoria del [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi le attività più significative si svolgono nelle città e, tuttavia, noi continuiamo a vedere soltanto gli Stati come attori globali. Le città sono il centro dell’economia, sono i luoghi in cui vive la maggior parte delle persone. Riforme politiche, innovazione sociale, proteste e rivoluzioni hanno luogo nelle città. Le città sono la memoria del nostro passato e la culla del nostro futuro. Succede molto nelle città, ma succede anche molto tra le città attraverso reti, partenariati e iniziative comuni. Le città sono orientate sia all’interno sia all’esterno, attive in una dinamica a più livelli in cui le strategie locali e internazionali devono essere integrate e non possono essere giocate singolarmente. Detto in modo ancora più strigato: il luogo nel quale si verificano le azioni più importanti per la nostra vita, è senza dubbio la città.</p>
<p>C&#8217;è bisogno di cambiare la nostra mappa mentale. La realtà sta cambiando rapidamente, e siamo ancora ancorati ad una prospettiva Stato-centrica degli affari internazionali. Con la pace di Vestfalia del 1648, le città sono state escluse dalla mappa mentale dei suoi abitanti, in un processo lento ma incontrovertibile, dopo che erano da sempre state identificate come il centro dell&#8217;azione politica ed economica. Con il XVII secolo lo Stato diventa accentrato, sposta il baricentro, decentra tutto quello che gli sta intorno. Tuttavia, oggi, nel mondo, le città stanno ritornando sul palcoscenico internazionale, ma spesso non ce ne accorgiamo perché continuiamo a pensare con i canoni classici e tradizionali. Una mappa mentale, del resto, più facile da contenere e memorizzare: infatti, al momento, è composta da circa duecento pezzi, che equivalgono agli Stati membri delle Nazioni Unite, ma è bene essere consapevoli del fatto che non sono di certo gli unici pezzi da tenere a mente per comprendere il mondo e la modernità in cui viviamo oggi. A ben vedere, avremmo bisogno di almeno quattromila pezzi, ovvero il numero approssimativo delle città con più di 50.000 abitanti che oggi esistono al mondo.</p>
<p>E poi, ci sono le sfide globali, le crisi di governance che pongono nuovi quesiti e richiedono altrettante innovative soluzioni. L&#8217;inquinamento, il cambiamento climatico, le pandemie, le carestie, le migrazioni, sono tutti fenomeni intrecciati, e che richiedono una risposta comune. Ma le soluzioni plausibili sembrano essere ostaggio degli interessi contrapposti dei singoli stati, secondi cui la nostra mappatura del mondo dovrebbe essere suddivisa. In altre parole, ci troviamo nel mondo del &#8221;G-Zero&#8221; così come descritto dal politologo Ian Bremmer, un mondo nel quale nessuna potenza può (o vuole) dettare da sola l&#8217;agenda globale. Il tutto, con un paradosso e un corollario. Il paradosso è che, mentre le ripercussioni di queste sfide si fanno sentire con sempre maggiore forza sulla vita quotidiana dei cittadini, la richiesta di una crescente protezione da questi rivolta ai governi centrali si scontra con la realtà di sovranità statali erose da un diffuso deficit di capacità di dare risposte adeguate a tematiche troppo grandi per essere gestite a livello nazionale. Il conseguente corollario, invece, riguarda il ruolo sempre più importante che, in questo contesto, giocano comunità locali e, tra queste, le città in particolare. Queste appaiono, infatti, sempre più al centro sia dei problemi che delle soluzioni dei grandi temi globali del nostro tempo e hanno dimostrato in varie occasioni una straordinaria resilienza, oltre ad una capacità di reazione alle emergenze perfino superiore agli stessi governi nazionali.</p>
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		<title>La riconquista</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-riconquista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 13:52:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con la nascita dell’euro, dieci anni dopo la ca­duta del Muro di Berlino, l’Europa sembrò essere arrivata alla fine di un lungo percorso. Mentre secondo alcuni la storia finiva con il trionfo della democrazia liberale, parve rea­lizzarsi finalmente – sotto forma di banco­note raffiguranti monumenti inesistenti – il sogno federalista di Altiero Spinelli ed Erne­sto [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la nascita dell’euro, dieci anni dopo la ca­duta del Muro di Berlino, l’Europa sembrò essere arrivata alla fine di un lungo percorso. Mentre secondo alcuni la storia finiva con il trionfo della democrazia liberale, parve rea­lizzarsi finalmente – sotto forma di banco­note raffiguranti monumenti inesistenti – il sogno federalista di Altiero Spinelli ed Erne­sto Rossi. Quanto accaduto dall’introduzione della moneta unica ai nostri giorni, tuttavia, ha apparentemente contraddetto l’ottimismo iniziale: gli auspici di Maastricht sembrano essersi rivelati illusioni, il sogno un incubo. Cosa è andato storto nella storia dell’euro? Con <em>La riconquista</em>, Francesco Saraceno va alla ricerca degli snodi fondamentali e dei momenti critici che hanno segnato la vicenda della nostra valuta, dall’atto fondativo ai mo­vimenti euroscettici, dalla crisi greca e dal­l’austerity alla crisi del covid-19, inquadran­doli nel dibattito economico e politico e tentando di dare risposta alle più importanti questioni di oggi: perché è così difficile tro­vare soluzioni unitarie a problemi comuni? Da dove viene l’opposizione tra “frugali” e “dissoluti”? Perché il dibattito sul MES crea divisioni così profonde? E soprattutto: per quali motivi l’eurozona, una delle economie più prospere del pianeta, sembra condannata a vivere una serie interminabile di crisi che la avvicinano sempre più alla sua disgrega­zione? <em>La riconquista </em>offre risposte a queste e ad altre questioni, mostrando le debolezze ma anche le potenzialità della moneta unica e riflettendo sul ruolo rispettivo che Stato e mercato dovrebbero avere nel garantire una crescita stabile e duratura. Secondo Sara­ceno, un altro euro è possibile; un euro che, contrariamente a quello che è stato nei suoi primi venti anni di esistenza potrebbe essere motore di crescita e stabilità.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-riconquista/">La riconquista</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Declino</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/declino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 13:49:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia è in declino: da vent’anni a questa parte, ben poco sembra essere rimasto del Paese del “boom economico”, erede ideale del precoce capitalismo delle città italiane che, come scrisse Fernand Braudel, furono capaci per alcuni secoli di “irradiare la propria luce” per tutto il mondo. Dopo aver registrato, nel primo decennio del Ventunesimo secolo, [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Italia è in declino: da vent’anni a questa parte, ben poco sembra essere rimasto del Paese del “boom economico”, erede ideale del precoce capitalismo delle città italiane che, come scrisse Fernand Braudel, furono capaci per alcuni secoli di “irradiare la propria luce” per tutto il mondo. Dopo aver registrato, nel primo decennio del Ventunesimo secolo, il più basso tasso di crescita al mondo, e aver attraversato la più lunga recessione dell’eurozona, l’Italia sembra destinata a perdere ulteriore terreno rispetto agli altri paesi avanzati. Ma cosa ha provocato questo declino? Cosa frena la nazione che fu teatro di una delle più formidabili vicende del capitalismo contemporaneo? Questo libro, unico nel suo genere, tenta un’indagine sistematica delle ragioni della “decelerazione” dell’Italia, mostrando come problemi risalenti anche a periodi lontani siano diventati vincoli per lo sviluppo proprio quando l’economia italiana si affacciò sulla frontiera della produttività, impedendole di completare l’evoluzione del suo modello di crescita. <em>Declino. Una storia italiana</em> propone un’originale interpretazione dei principali problemi dell’Italia, che parte dalla produttività dell’economia e giunge ai difetti del sistema politico, e la illustra mediante una rapida cavalcata attraverso la storia unitaria del Paese. Scorrendo le pagine di questo libro, il lettore vedrà sorgere e consolidarsi l’equilibrio politico-economico che, come una spirale, tuttora cinge la società italiana e ne comprime le potenzialità, e ripercorrerà le occasioni che l’Italia mancò per darsi un equilibro più equo ed efficiente. Tutto è dunque perduto? No: l’inversione di tendenza non sarà facile, ma è senz’altro possibile se il Paese sarà di nuovo capace di generare idee innovatrici e crederci.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/declino/">Declino</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La scienza inutile</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-scienza-inutile-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 13:49:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La scienza economica è il risultato di oltre tre secoli di interazione tra teoria e dati, di idee dominanti finite in un vicolo cieco, di teorie considerate bizzarre divenute poi mainstream, e di studi costantemente messi a dura prova da nuovi fatti… Capire come siamo arrivati al punto in cui siamo è essenziale per capire [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La scienza economica è il risultato di oltre tre secoli di interazione tra teoria e dati, di idee dominanti finite in un vicolo cieco, di teorie considerate bizzarre divenute poi mainstream, e di studi costantemente messi a dura prova da nuovi fatti… Capire come siamo arrivati al punto in cui siamo è essenziale per capire perché ci siamo arrivati, e il libro di Francesco Saraceno mostra in modo eccellente la strada fatta</em><br />
<strong>Olivier Blanchard  &#8211; MIT</strong></p>
<p><em> “Vi sono almeno due gravi limiti nell&#8217;attuale stato della teoria economica: l&#8217;incapacità di elaborare schemi innovativi generali in risposta alla crisi internazionale e alle crisi europee, e l&#8217;illusione di poter progredire prescindendo dai dibattiti fra i grandi autori del passato. Il volume di Francesco Saraceno ha il grande merito di sottolineare gli stretti legami che intercorrono fra questi due limiti.<br />
Il contributo di Francesco Saraceno, insieme a pochi altri degli anni recenti, obbligherà i macroeconomisti a ripensare i fondamenti della loro disciplina.”</em><br />
<strong>Marcello Messori, LUISS</strong></p>
<p><em> “Francesco Saraceno esplora gli arcani dei fatti, delle teorie e delle politiche economiche, e rende chiaro il modo in cui orientarsi nel tentativo di sfuggire alle eterna contrapposizioni tra economisti di scuole diverse. Un lavoro rigoroso che ha il merito ulteriore di ricordarci il valore dei grandi autori del passato.”</em><br />
<strong>Jean-Luc Gaffard, Institut Universitaire de France </strong><br />
Viviamo anni di dissesti economici e finanziari, ma per fortuna lo studio della storia economica aiuta leader politici a evitare errori già commessi in passato. Giusto? Sbagliato: questo libro mostra proprio come la negligenza dei <em>policy makers</em> e persino degli stessi economisti nello studio delle vicende economiche mondiali sia uno dei fattori dell’aggravarsi dei momenti di crisi. <em>La scienza inutile</em> ripercorre la storia e la lotta delle idee lungo tutta la storia del moderno pensiero economico, dalla Grande depressione all’attuale crisi del sistema bancario, dimostrando come i tanti interventi sbagliati a livello politico e istituzionale rientrino tutti all’interno di un ciclo di corsi e ricorsi storici che si ripetono più volte, e ogni volta peggio. Il racconto è inframezzato da una serie di approfondimenti che mostrano come la conoscenza del pensiero economico ci aiuterebbe a capire fenomeni attuali: il sistema bancario al collasso, la politica economica di Donald Trump e i deludenti e tardivi risultati del Jobs Act.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-scienza-inutile-2/">La scienza inutile</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il gioco dei bugiardi</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-gioco-dei-bugiardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 13:49:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Una mano, un milione di dollari, niente lacrime. Meriwether colse il significato all’istante. il re di Wall street, come Business Week aveva definito John Gutfreund, voleva condurre una sola mano di un gioco chiamato «Poker Bugiardo», con un milione di dollari in palio…” al ventiquattrenne Michael Lewis basta un giorno alla salomon Brothers per capire [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Una mano, un milione di dollari, niente lacrime. Meriwether colse il significato all’istante. il re di Wall street, come Business Week aveva definito John Gutfreund, voleva condurre una sola mano di un gioco chiamato «Poker Bugiardo», con un milione di dollari in palio…” al ventiquattrenne Michael Lewis basta un giorno alla salomon Brothers per capire l’aria che tira. È il 1984 e la strada più famosa della finanza internazionale è al centro della nuova corsa all’oro. stipendi favolosi, donne splendide e lusso sfrenato sono il sogno realizzato di una classe di ventenni che aveva la netta sensazione di essere in cima al mondo.</p>
<p>“Il più grande libro mai scritto su Wall Street” &#8211; Tom Wolfe</p>
<p>“Uno di quei rari libri che definiscono un’era” &#8211; Fortune</p>
<p>“A volte dissacrante, sempre esilarante, <em>Il gioco dei bugiardi</em> è perfetto” &#8211; People</p>
<p>“Lewis riesce perfettamente in ciò che devono saper fare uno scrittore e un ottimo venditore: raccontare grandi storie” &#8211; The New York Times</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-gioco-dei-bugiardi/">Il gioco dei bugiardi</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Karl Marx nel XXI secolo</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/karl-marx-nel-xxi-secolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 13:48:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In un’epoca dove il concetto di capitale sembra obsoleto, dove le fabbriche sono sempre più automatizzate e i diritti dei lavoratori sembrano un discorso ormai superato, c’è ancora bisogno di Karl Marx. Se il pensiero economico del grande filosofo tedesco è per molti aspetti non più valido per la realtà attuale, Maffettone, tra i maggiori [...]</p>
<p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/karl-marx-nel-xxi-secolo/">Karl Marx nel XXI secolo</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un’epoca dove il concetto di capitale sembra obsoleto, dove le fabbriche sono sempre più automatizzate e i diritti dei lavoratori sembrano un discorso ormai superato, c’è ancora bisogno di Karl Marx.<br />
Se il pensiero economico del grande filosofo tedesco è per molti aspetti non più valido per la realtà attuale, Maffettone, tra i maggiori filosofi politici contemporanei, professore alla LUISS, Harvard e Columbia tra le altre, mostra che il “Marx del XXI secolo” non è da ricercare all’interno dell’impianto delle sue teorie economiche, della crisi al modello capitalista, della lotta di classe e dell’alienazione, bensì svincolandone le analisi dalla società contemporanea e dal mercato che la regola e dalla definizione di filosofo scientifico e anti-romantico che egli stesso ricercava, per aprirsi finalmente alla profonda complessità del suo pensiero filosofico.</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/pubblicazioni/karl-marx-nel-xxi-secolo/">Karl Marx nel XXI secolo</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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