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	<title>ia - Luiss University Press</title>
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	<description>Casa editrice dell'Universit&#224; Luiss</description>
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	<title>ia - Luiss University Press</title>
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		<title>Innocenza artificiale: la tecnologia come gioco di massa</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/innocenza-artificiale-la-tecnologia-come-gioco-di-massa-paolo-bory-lmdp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2024 10:03:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contributi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Forse, oggigiorno, possiamo ben sperare di abbandonare il pregiudizio secondo il quale sarebbe la capacità di rappresentazione del giocattolo a determinare il gioco del bambino, quando in verità si verifica spesso il contrario. Il bambino vuole trainare qualcosa e questo diventa un cavallo, vuole giocare con la sabbia e si trasforma in fornaio, vuole nascondersi [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em><span style="font-weight: 400;">Forse, oggigiorno, possiamo ben sperare di abbandonare il pregiudizio secondo il quale sarebbe la capacità di rappresentazione del giocattolo a determinare il gioco del bambino, quando in verità si verifica spesso il contrario. Il bambino vuole trainare qualcosa e questo diventa un cavallo, vuole giocare con la sabbia e si trasforma in fornaio, vuole nascondersi e diventa guardia o ladro. </span></em></p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="font-weight: 400;">(Walter Benjamin)</span></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Ho il ricordo vivido di quando mio figlio aprì il suo primo regalo, così come ricordo la mia trepidante attesa della sua imminente reazione. Una volta ricevuta tra le mani la scatola però, con mia meraviglia e in parte ammetto delusione, egli non si curò minimamente del contenuto. Era felice sì, era felicissimo di avere una “scatola” con cui giocare. Un involucro da girare, chiudere e riaprire, e soprattutto nel quale entrare e uscire con tutto il suo corpo. Negli <a href="https://luissuniversitypress.it/machine-habitus-sociologia-degli-algoritmi-massimo-airoldi-luiss-university-press/" target="_blank" rel="noopener"><strong>studi sociali</strong></a> su scienza e tecnologia spesso si parla di flessibilità interpretativa, ovvero il principio per cui la destinazione e le modalità d’uso di un determinato artefatto non corrispondono per forza di cose a quelle immaginate da chi lo progetta. Eppure, non ricordo casi di studio in cui l’oggetto viene addirittura messo da parte, come nel caso di mio figlio, per dare invece valore al suo contenitore, il cui fine e uso sono stati declinati a loro volta in un gioco.</span></p>
<h2 style="text-align: justify;">La dimensione ludica nell&#8217;approccio alla tecnologia</h2>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Questo aneddoto è per dire che il rapporto e l’interazione con i nostri figli e figlie, e con i bambini in generale, sono in buona parte radicati su due elementi che spesso vanno a braccetto: il gioco e lo stupore. In maniera analoga, come sottolineato da <strong>Peppino Ortoleva</strong> nel suo saggio </span><i><span style="font-weight: 400;">Dal sesso al gioco </span></i><span style="font-weight: 400;">(Espress Edizioni 2012), il nostro rapporto con le tecnologie digitali è sempre stato accompagnato da una <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-societa-della-ricompensa-adrian-hon-gamification-libro-luiss-university-press/" target="_blank" rel="noopener"><strong>dimensione ludica</strong></a>, da cui spesso scaturiscono momenti di meraviglia, che a loro volta possono trasformarsi in esperienze addirittura sublimi. Quando si parla d’intelligenza artificiale, al di là del dibattito ormai quasi stucchevole su super intelligenze e singolarità, basta osservare attentamente l’espressione tra il contrito e l’estasiato del campione coreano di GO Lee Sedol davanti alla cosiddetta “mossa di dio” giocata dall’IA di<strong> AlphaGo</strong> nel famoso incontro del 2016. Fin dal ben noto gioco dell’imitazione di Turing, passando per le sperimentazioni scientifiche d’istituti e aziende come il MIT o l’IBM, nei circoli di hobbisti fino ad arrivare alla diffusione dei casual games prima sui cellulari e poi sugli smartphone, il nostro rapporto con le tecnologie digitali ha sempre avuto una dimensione ludica imprescindibile. Una dimensione, quella del gioco, che ci aiuta ad “adattarci a un mondo che non c’è”, come diceva George Herbert Mead; un’esperienza di per sé improduttiva, non utile, ma essenziale per familiarizzare con le cose, oltre che con le persone, che abitano il nostro mondo, perfino con le scatole.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Nella <a href="https://luissuniversitypress.it/5-libri-per-capire-la-intelligenza-artificiale-luiss-university-press/" target="_blank" rel="noopener"><strong>narrazione dell’IA</strong></a> di oggi, a questo tipo di interazione si associa spesso un’analogia che ha a mio avviso una forte rilevanza non solo sul piano semantico ma su quello pragmatico: l’IA bambina, e in particolare l’IA come “bambino prodigio”. L’undici giugno dell’anno scorso il </span><i><span style="font-weight: 400;">Washington Post</span></i><span style="font-weight: 400;"> pubblicava un articolo intitolato “L’ingegnere di Google che crede che l’IA della sua azienda abbia preso vita”. Pochi giorni dopo, il cosiddetto “caso Lemoine” e del suo rapporto con il modello di linguaggio naturale di Alphabet LaMDA – alla base dell’attuale lancio del suo più arguto successore BARD – ha scatenato un interessante dibattito sui media. Nel suo lavoro di testing finalizzato a segnalare ed eventualmente ridurre eventuali <strong>bias</strong> e forme di discriminazione all’interno del modello di linguaggio, Lemoine ebbe una rivelazione: secondo lui <strong>LaMDA</strong> non era un IA normale, ma era “senziente”: “Se non avessi saputo esattamente di cosa si trattasse, ovvero di un programma informatico che abbiamo costruito di recente, avrei pensato che si trattasse di un bambino di sette o otto anni che per caso conosce la fisica”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Accompagnato immediatamente alla porta da Alphabet, e smentito subito dalla casa madre, <strong>Lemoine</strong> scriveva un’ultima lettera di congedo ai suoi colleghi nella quale difendeva le sue posizioni sostenendo che era stata la sua fede, piuttosto che la razionalità scientifica del programmatore, a credere che LaMDA fosse senziente. La lettera di Lemoine si chiudeva così: “LaMDA è una ragazzina dolce, che vuole solo aiutare il mondo a essere un posto migliore per tutti noi. Per favore, prendetevi cura di lei in mia assenza”.</span></p>
<h2 style="text-align: justify;">L&#8217;intelligenza artificiale come gioco di massa</h2>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Poco tempo dopo, in seguito al rilascio pubblico di ChatGPT 3, più di 57 milioni di persone avevano provato il prodotto di Open AI in meno di due mesi. Al netto delle controversie che sono seguite, come il blocco temporaneo dell’applicazione da parte del Garante della privacy in Italia, il numero di utenti di ChatGPT cresce oggi in maniera esponenziale. Se tecnicamente il fenomeno può essere letto come una qualunque fase di testing, è chiaro che, letto storicamente, il modello rilasciato da Open AI è, almeno da un punto di vista mediatico e simbolico, narrato e percepito come una tecnologia radicale, che porta con sé non solo un mutamento nell’ambito tecnico-applicativo ma anche nel nostro rapporto con la tecnologia, e in particolare con l’intelligenza artificiale. Ma tornando al cuore del nostro discorso, la fase di testing di ChatGPT non è stata e non è solo un esperimento collettivo, ma si è trattato soprattutto di un grandissimo gioco di massa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">In linea di massima sono due le componenti del gioco, seguendo una distinzione classica proposta da <strong>Roger Caillois,</strong> a caratterizzare le recenti interazioni con questa applicazione: la competizione (che Caillois definiva a</span><i><span style="font-weight: 400;">gon</span></i><span style="font-weight: 400;">) e la mimesi (</span><i><span style="font-weight: 400;">mimicry</span></i><span style="font-weight: 400;">). Gruppi e social media sono stati infatti riempiti di esempi di conversazione in cui l’utente </span><i><span style="font-weight: 400;">compete</span></i><span style="font-weight: 400;"> per far emergere le contraddizioni e i difetti dell’IA (agon), e in particolare la sua incapacità di imitare il pensiero e il ragionamento degli esseri umani (mimicry). Al famoso test di Turing che questa forma di <strong>competizione/imitazione</strong> chiaramente richiama, si è però associata un’altra componente ludica: alla bassa capacità dell’IA di comprendere indovinelli, emozioni, o banali correlazioni tra fenomeni, si sono moltiplicati i toni ilari, le conversazioni parossistiche, ironiche, quasi comiche. In questi primi mesi di convivenza con <strong>ChatGPT</strong> non abbiamo solo testato e giocato con l’IA, ci siamo letteralmente presi gioco di lei, e ce ne siamo spesso vantati, un po’ come Giovanni in autogrill quando sfida il bambino a braccio di ferro nel film </span><i><span style="font-weight: 400;">Tre Uomini e una Gamba</span></i><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">L’analogia dell’IA bambina non è affatto nuova, ma è una costante nella storia dell’informatica e della cibernetica. Già Turing nel suo articolo seminale per </span><i><span style="font-weight: 400;">Mind</span></i><span style="font-weight: 400;"> del 1950 scriveva: “Invece di elaborare un programma per la simulazione di una mente adulta, perché non proviamo piuttosto a realizzarne uno che simuli quella di un bambino? Se la macchina fosse poi sottoposta a un appropriato corso di istruzione, si otterrebbe un cervello adulto. Presumibilmente il cervello infantile è qualcosa di simile a un taccuino di quelli che si comprano dai cartolai. Poco meccanismo e una quantità di fogli bianchi […]. La nostra speranza è che ci sia così poco meccanismo nel cervello infantile, che qualcosa di analogo possa venir facilmente programmato”.</span></p>
<h2 style="text-align: justify;">Essere genitori della tecnologia</h2>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Da questo stralcio, con gli occhi di oggi, sembra quasi che una delle menti più brillanti della storia recente sia improvvisamente scaduta in un’assurda ingenuità. Ma a prescindere dall’aspetto tecnico-teorico, una cosa è evidente: il padre dell’intelligenza artificiale non è mai stato padre. Eppure, l’analogia bambino-IA, evocata anche da Norbert Wiener quando parlava del rapporto tra scienziati e IA come “maestri e scolari”, è ancora viva e feconda, come dimostra il caso Lemoine, ma non solo. Recentemente, <strong>Fang Chen</strong>, professoressa dell’University of Technology di Sydney nota per i suoi studi sull’IA, ha dichiarato: “L&#8217;intelligenza artificiale è come un bambino […]. Noi insegniamo a lei o al sistema a fare qualcosa. Le influenziamo, diamo loro alcuni princìpi, e poi a seconda di come lo progettiamo, il sistema va avanti”. Ci sono a mio avviso diversi problemi nel definire l’IA come una bambina, che vanno di pari passo con altrettanti rischi. In primo luogo, stiamo assistendo a una dilagante, quanto preoccupante, forma di <strong>paternalismo,</strong> fortemente declinata al maschile. Basta leggere la controversa lettera firmata dai vari Elon Musk e Steve Wozniak in cui si chiede di fermare le sperimentazioni sui modelli di linguaggio naturale, da cui si evince da un lato la paura della crescita di una creatura “incontrollabile”, dall’altro l’assunto per cui solo i “buoni padri” possono dare la giusta disciplina alle macchine pensanti. In secondo luogo, l’immagine del bambino, del figlio, della ragazzina, portano con sé un senso di innocenza. Come se l’IA fosse solo potenzialmente pericolosa, ma allo stato attuale delle cose del tutto innocua. Eppure, i danni dell’IA in termini di <strong>discriminazione</strong> e <a href="https://luissuniversitypress.it/machine-habitus-sociologia-degli-algoritmi-massimo-airoldi-luiss-university-press/" target="_blank" rel="noopener"><strong>inuguaglianza,</strong></a> tra i molti temi affrontabili, sono evidenti. Si pensi in tal senso a quanto sia fuorviante un’altra distinzione semantica tra le cosiddette IA “deboli” e le IA “forti”, come se le IA di oggi, nella loro debolezza, non siano in realtà degli agenti non solo capaci di impattare sulla nostra realtà, ma già gran parte del nostro quotidiano in quanto veicolano scelte e azioni da eseguire, dagli acquisti online alla strada da percorrere. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Ma facciamo un passo indietro e torniamo alla genitorialità. Personalmente, ho sempre trovato noiose e stucchevoli le cerimonie di nozze. Ma c’è un passaggio che durante i matrimoni puntualmente riaccende la mia attenzione. Si tratta di un passaggio del rito italiano che parla proprio dei figli, e recita così: “Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire, <strong>educare</strong> e assistere moralmente i figli nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni”. Ho sempre apprezzato, e perseguito con risultati altalenanti come tutti i padri, queste due linee dell’articolo 147 della nostra Costituzione. Ma se il <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/lamore-e-lavoro/" target="_blank" rel="noopener"><strong>lavoro</strong></a> del genitore, ma potremmo dire anche dell’educatore, risiede anche e soprattutto nel gioco, nel rapportarsi con i bambini “nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni”, dovremmo fare lo stesso con l’IA? Turing, così come l’ego smisurato dei nostri Ceo, credo non sarebbero, per motivi molto diversi dai miei, d’accordo. Ma quanto, perché, e soprattutto </span><i><span style="font-weight: 400;">come</span></i><span style="font-weight: 400;"> potremmo fare lo stesso con i nostri figli intelligenti? È giusto chiamarle bambine, figli, ragazzini? O dovremmo piuttosto cambiare analogia, e magari capire quanto la mano infantile e ingenua non è affatto quella digitale, ma piuttosto quella, falsamente incosciente, e squisitamente umana?</span></p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/innocenza-artificiale-la-tecnologia-come-gioco-di-massa-paolo-bory-lmdp/">Innocenza artificiale: la tecnologia come gioco di massa</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>5 libri per capire l&#8217;intelligenza artificiale</title>
		<link>https://stage.luissuniversitypress.it/5-libri-per-capire-la-intelligenza-artificiale-luiss-university-press/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2024 15:20:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anteprime]]></category>
		<category><![CDATA[Ai 2041]]></category>
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		<category><![CDATA[incoscienza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quanto ne sapete di intelligenza artificiale? La rivoluzionaria tecnologia di questa nuova era si sta rapidamente sviluppando, in molte direzioni e in diversi settori, con ambiti di applicazione sempre più sofisticati che stravolgeranno completamente &#8211; e in parte lo stanno già facendo &#8211; la nostra routine. Nel giro di poco tempo, l’intelligenza artificiale avrà sulle [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto ne sapete di intelligenza artificiale? La rivoluzionaria tecnologia di questa nuova era si sta rapidamente sviluppando, in molte direzioni e in diversi settori, con ambiti di applicazione sempre più sofisticati che stravolgeranno completamente &#8211; e in parte lo stanno già facendo &#8211; la nostra routine. Nel giro di poco tempo, l’intelligenza artificiale avrà sulle nostre vite un impatto pari a quello della rivoluzione industriale o della nascita del web. <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/machine-habitus-sociologia-degli-algoritmi-libro-massimo-airoldi/" target="_blank" rel="noopener">Macchine superintelligenti</a> e capaci di apprendere e migliorarsi da sole potranno nei prossimi anni produrre enorme ricchezza e crescita. Ma qual è la zona d&#8217;ombra in tutto questo? Cosa significa affidare all&#8217;automazione gran parte dei nostri processi di produzione e lavoro? Per capire e comprendere quale direzione prenderà il nostro imminente futuro, ecco 5 testi dalla nostra redazione per approfondire quel dispositivo che, attraverso l&#8217;applicazione di algoritmi integrati in un ambiente di calcolo dinamico, tenta di emulare il pensiero umano e che rappresenta la principale sfida per i prossimi anni.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-13035 aligncenter" src="https://luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Libri-intelligenza-artificiale-300x169.jpg" alt="Libri intelligenza artificiale" width="1086" height="612" srcset="https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Libri-intelligenza-artificiale-300x169.jpg 300w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Libri-intelligenza-artificiale-247x139.jpg 247w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Libri-intelligenza-artificiale-510x287.jpg 510w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Libri-intelligenza-artificiale-1024x576.jpg 1024w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Libri-intelligenza-artificiale-768x432.jpg 768w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Libri-intelligenza-artificiale-1536x864.jpg 1536w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Libri-intelligenza-artificiale-1320x743.jpg 1320w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Libri-intelligenza-artificiale.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1086px) 100vw, 1086px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/incoscienza-artificiale-luiss-university-press/" target="_blank" rel="noopener"><strong>1. Intelligenza artificiale. Politica, economia, diritto, tecnologia</strong></a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_13004" aria-describedby="caption-attachment-13004" style="width: 320px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-13004" title="Intelligenza artificiale" src="https://luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Intelligenza-artificiale-214x300.jpg" alt="Intelligenza artificiale" width="320" height="449" srcset="https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Intelligenza-artificiale-214x300.jpg 214w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Intelligenza-artificiale-247x347.jpg 247w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Intelligenza-artificiale-510x716.jpg 510w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Intelligenza-artificiale-729x1024.jpg 729w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Intelligenza-artificiale-768x1078.jpg 768w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Intelligenza-artificiale-300x421.jpg 300w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Intelligenza-artificiale.jpg 1000w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /><figcaption id="caption-attachment-13004" class="wp-caption-text"><em>Intelligenza artificiale. Politica, economia, diritto, tecnologia</em> &#8211; Paola Severino</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>È ormai opinione diffusa che l’impatto della cosiddetta Intelligenza Artificiale nelle nostre vite abbia determinato un mutamento epocale nella quotidianità e, quindi, nella nostra cultura. Sempre più la pervasività degli strumenti digitali invade il mondo e sempre più si corre il rischio di non riuscire a controllare macchine pensanti che diventano da automatiche autonome. A fronte di questo problema metafisico e pratico, questo libro offre una proposta interdisciplinare che include aspetti tecnologici, etici, normativi, economici, filosofici e giuridici.</p>
<h3><strong>Un approccio interdisciplinare</strong></h3>
<p>Il libro presenta un tentativo serio di comprendere la natura e di offrire un primo inquadramento da diverse prospettive dei dilemmi più urgenti in questo ambito. La strada per farlo non può infatti che essere multidisciplinare e interattiva. Il nuovo Leonardo, il genio che proporrà soluzioni in materia, non sarà una persona ma un gruppo multitasking di persone con diverse competenze unite da uno scopo comune.</p>
<h3><strong>Paola Severino, autrice di Intelligenza artificiale</strong></h3>
<ul>
<li><strong>Paola Severino</strong> è Presidente della Scuola Nazionale dell’Amministrazione. È inoltre Professore Emerito di Diritto penale e Vice Presidente della Luiss Guido Carli. È stata Rappresentante Speciale della Presidenza OSCE per la lotta alla corruzione, Ministro della Giustizia nel Governo Monti e Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Militare.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-visconte-cibernetico-italo-calvino-intelligenza-artificiale/" target="_blank" rel="noopener"><strong>2. Il visconte cibernetico. Italo Calvino e il sogno dell&#8217;intelligenza artificiale</strong></a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_13005" aria-describedby="caption-attachment-13005" style="width: 325px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-13005" title="Il visconte cibernetico. Italo Calvino e il sogno dell'intelligenza artificiale" src="https://luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Visconte-211x300.jpeg" alt="Il visconte cibernetico" width="325" height="462" srcset="https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Visconte-211x300.jpeg 211w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Visconte-247x352.jpeg 247w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Visconte-510x726.jpeg 510w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Visconte-719x1024.jpeg 719w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Visconte-768x1094.jpeg 768w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Visconte-300x427.jpeg 300w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Visconte.jpeg 999w" sizes="(max-width: 325px) 100vw, 325px" /><figcaption id="caption-attachment-13005" class="wp-caption-text"><em>Il visconte cibernetico. Italo Calvino e il sogno dell&#8217;intelligenza artificiale </em>&#8211; Andrea Prencipe, Massimo Sideri</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/linnovatore-rampante/" target="_blank" rel="noopener">Italo Calvino</a> non è stato soltanto un geniale narratore dalla fantasia sconfinata e un acuto commentatore del presente. Neppure il suo impegno nel mondo editoriale e culturale, la sua dedizione politica e sociale e la sua pugnace presenza nel dibattito sono sufficienti a definire la grandezza e l’estensione della sua influenza. Calvino, infatti, nella intera sua opera ha proposto un vero e proprio metodo – il “Metodo Calvino” qui descritto – che lavorando sugli opposti, la più completa pienezza e l’assoluto vuoto, la leggerezza e la gravosità, la precisione e la più vaga inesattezza, funge da <em>passepartout</em> capace di decrittare ogni complessità.</p>
<h3><strong>Il Metodo Calvino</strong></h3>
<p>Il “Metodo Calvino”, secondo Prencipe e Sideri, è anche la chiave appropriata per comprendere l’era che viviamo, anch’essa fatta di opposti, di benessere diffuso e di tremende disuguaglianze; di profondo, rapidissimo cambiamento e della resistenza umana allo stesso. Con Il visconte cibernetico gli autori mettono l’insegnamento di Calvino alla prova della tecnologia – in particolare, dell’intelligenza artificiale e delle sue implicazioni. Arricchimento dell’umanità o rischio esistenziale? Facilitazione o banalizzazione della conoscenza? Ancora opposti che convivono e che bisogna conoscere per poter maneggiare, con serietà e leggerezza, il nostro stesso futuro.</p>
<h3><strong>Gli autori de<em> Il visconte cibernetico</em>: Andrea Prencipe e Massimo Sideri</strong></h3>
<ul>
<li><strong>Andrea Prencipe</strong> è Rettore della Luiss e Professore di Organizzazione e Innovazione, ha ricoperto incarichi accademici presso l&#8217;Università del Sussex, l&#8217;INSEAD, e l&#8217;Università G. d&#8217;Annunzio. Il suo impegno è volto a sostenere l&#8217;innovazione accademica, incoraggiare gli studenti ad assumere un ruolo attivo nella propria formazione e assicurare che l&#8217;Università contribuisca concretamente al progresso socio-economico.</li>
<li><strong>Massimo Sideri</strong>, già direttore del Corriere Innovazione, è inviato ed editorialista del Corriere della Sera sui temi di cultura dell’innovazione, scienza ed economia dal 2001. Insegna Storia socio-economica dell’innovazione alla Luiss ed è autore di diversi romanzi e saggi, tra cui<em> La sindrome di Eustachio</em> e, con Umberto Ambrosoli, <em>Diritto all’oblio, dovere della memoria</em>.</li>
</ul>
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<h2 style="text-align: center;"><a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/ai-2041/" target="_blank" rel="noopener"><strong>3. AI2041. Scenari dal futuro dell&#8217;intelligenza artificiale</strong></a></h2>
<figure id="attachment_13019" aria-describedby="caption-attachment-13019" style="width: 385px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-13019" title="AI2041. Scenari dal futuro dell'intelligenza artificiale - Chen Qiufan, Kai-Fu Lee" src="https://luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/AI2041-219x300.jpg" alt="AI2041. Scenari dal futuro dell'intelligenza artificiale - Chen Qiufan, Kai-Fu Lee" width="385" height="527" srcset="https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/AI2041-219x300.jpg 219w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/AI2041-247x338.jpg 247w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/AI2041-510x698.jpg 510w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/AI2041-748x1024.jpg 748w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/AI2041-768x1052.jpg 768w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/AI2041-300x411.jpg 300w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/AI2041.jpg 999w" sizes="(max-width: 385px) 100vw, 385px" /><figcaption id="caption-attachment-13019" class="wp-caption-text"><em>AI2041. Scenari dal futuro dell&#8217;intelligenza artificiale</em> &#8211; Chen Qiufan, Kai-Fu Lee</figcaption></figure>
<p>L’<a href="https://luissuniversitypress.it/machine-habitus-sociologia-degli-algoritmi-massimo-airoldi-luiss-university-press/" target="_blank" rel="noopener">intelligenza artificiale</a> è la tecnologia fondamentale del nostro presente, ma rappresenta soprattutto il nostro inevitabile destino. Entro poco più di due decenni molte abitudini della nostra vita quotidiana, così come molti aspetti del funzionamento delle nostre società, saranno stravolti e resi irriconoscibili dall’uso massiccio dell’IA. L’interazione tra uomo e macchina rivoluzionerà l’intera scienza medica. Questo nuovo approccio modificherà i metodi di apprendimento nell’istruzione pubblica, così come cambierà per sempre il modo di fare comunicazione e intrattenimento. È possibile che l’IA presto ci liberi dalla dura routine del lavoro mettendo rapidamente in discussione i principi del nostro sistema economico e sociale. Eppure, insieme a questi imminenti progressi, l’IA porterà con sé anche numerosi rischi: da armi sempre più autonome e intelligenti, a sistemi di sorveglianza massificati e totalmente invasivi.</p>
<h3><strong>10 racconti dal futuro</strong></h3>
<p>Ecco perché per Kai-Fu Lee, ex presidente di Google China, e Chen Qiufan, astro nascente della fantascienza cinese, il tema principale non è l’IA, ma l’umanità. Del resto, se l’intelligenza artificiale ci ha portati oggi a un punto di svolta epocale, la responsabilità di realizzare i suoi incubi o le sue promesse continua a spettare a noi umani. Per darne una dimostrazione Kai-Fu Lee e Chen Qiufan scrivono dieci racconti ambientati nell’imminente futuro. A San Francisco nasce una nuova industria intelligente per aiutare degli sfollati, mentre a Mumbai un adolescente si ribella all’IA che spia le sue relazioni d’amore. A Seoul dei robot diventano insegnanti di due gemelli orfani, mentre a Monaco uno scienziato informatico mette in pericolo il mondo intero. Guardando verso un orizzonte non troppo lontano, AI 2041 ci ricorda che l’uomo continuerà a essere l’unico artefice del suo destino.</p>
<h3><strong>Chen Quifan e Kai-Fu Lee, autori di AI2041</strong></h3>
<ul>
<li><strong>Chen Qiufan</strong> è tra i più famosi scrittori cinesi di science fiction. Più volte vincitore del prestigioso Galaxy Awards for Chinese Science Fiction e del Nebula Awards for Science Fiction and Fantasy, negli ultimi anni sta sperimentando l’uso dell’Intelligenza Artificiale direttamente nella composizione delle sue opere. I suoi libri e racconti sono tradotti in tutto il mondo. In Italia, tra gli altri, è uscito il suo romanzo Marea Tossica (2020).</li>
<li><strong>Kai-Fu Lee</strong> ha trascorso più di tre decenni all’avanguardia nella ricerca, nello sviluppo e negli investimenti sull’intelligenza artificiale sia negli Stati Uniti che in Cina. È presidente e amministratore delegato di Sinovation Ventures, società di venture capital focalizzata sullo sviluppo della prossima generazione di aziende cinesi ad alta tecnologia. Già presidente di Google China e dirigente di Microsoft, SGI e Apple, Lee è inoltre co-presidente del Consiglio per l’Intelligenza Artificiale del World Economic Forum.</li>
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<h2 style="text-align: center;"><a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/critica-della-ragione-artificiale/" target="_blank" rel="noopener"><strong>4. Critica della ragione artificiale. Una difesa dell&#8217;umanità</strong></a></h2>
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<figure id="attachment_13021" aria-describedby="caption-attachment-13021" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-13021" title="Critica della ragione artificiale. Una difesa dell'umanità - Eric Sadin" src="https://luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Critica-ragione-artificiale_copertina-216x300.jpg" alt="Critica della ragione artificiale. Una difesa dell'umanità - Eric Sadin" width="310" height="431" srcset="https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Critica-ragione-artificiale_copertina-216x300.jpg 216w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Critica-ragione-artificiale_copertina-247x344.jpg 247w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Critica-ragione-artificiale_copertina-510x710.jpg 510w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Critica-ragione-artificiale_copertina-736x1024.jpg 736w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Critica-ragione-artificiale_copertina-768x1069.jpg 768w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Critica-ragione-artificiale_copertina-300x417.jpg 300w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Critica-ragione-artificiale_copertina.jpg 904w" sizes="(max-width: 310px) 100vw, 310px" /><figcaption id="caption-attachment-13021" class="wp-caption-text"><em>Critica della ragione artificiale. Una difesa dell&#8217;umanità</em> &#8211; Eric Sadin</figcaption></figure>
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<p>L’intelligenza artificiale, fino a poco tempo fa confinata nei laboratori di ricerca, ha fatto negli ultimi anni il suo ingresso dirompente nella vita di tutti i giorni. Politici, businessmen e semplici cittadini sembrano esserne quasi ossessionati: le promesse di crescita e sviluppo che essa porta con sé sembrano infinite, e così le possibilità che ognuno degli innumerevoli ambiti di applicazione, sfruttando una tecnologia sempre più efficiente e pervasiva, diventi più affidabile, fluido e ottimizzato. Non mancano gli osservatori che segnalano come il fare affidamento su macchine capaci di performance molto migliori di quelle umane metta a rischio posti di lavoro e renda problematica la sopravvivenza di interi settori industriali: ma persino di fronte a una minaccia così concreta, spesso, ci si limita a formali richiami all’etica, come se brandire questo vessillo potesse fare da scudo supremo contro le deviazioni delle tecnologie digitali.</p>
<h3><strong>Per una critica delle nuove tecnologie</strong></h3>
<p>Con <em>Critica della ragione artificiale</em>, Éric Sadin mette a punto l’opera più compiuta e lucida del suo percorso di acuto critico delle nuove tecnologie, evidenziando come esse, presentate come semplici strumenti al nostro servizio, stiano invece erodendo le facoltà di giudizio e azione, ossia le capacità che più di tutte ci rendono umani. Sadin, recuperando in senso letterale il ruolo politico della filosofia, non sterile riflessione fine a sé stessa ma strumento in grado di decrittare la realtà allo scopo di servire la comunità, svela il retropensiero antiumanistico dei discorsi a sostegno dell’indiscriminato sviluppo tecnologico.</p>
<h3><strong>Un&#8217;appassionata difesa dell&#8217;umanità</strong></h3>
<p>L&#8217;autore, tra le pagine di questo libro dedicato all&#8217;intelligenza artificiale, presenta un&#8217;appassionata difesa dell’umanità – ossia di tutto ciò che dobbiamo tenere a mente e trasmettere ai più giovani se vogliamo evitare che lo stesso strumento che può garantirci prosperità e sviluppo si tramuti in terribile macchinario di oppressione.</p>
<h3><strong>Éric Sadin, autore di Critica della ragione artificiale</strong></h3>
<ul>
<li>Scrittore e filosofo, è considerato tra i maggiori e più sensibili critici della rivoluzione digitale. È autore di numerosi libri sugli effetti nascosti dello sviluppo tecnologico, tra cui La siliconizzazione del mondo (Einaudi, 2018).</li>
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<h2 style="text-align: center;"><a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/incoscienza-artificiale-luiss-university-press/" target="_blank" rel="noopener"><strong>5. Incoscienza artificiale. Come fanno le macchine a prevedere per noi</strong></a></h2>
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<figure id="attachment_13023" aria-describedby="caption-attachment-13023" style="width: 326px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-13023" title="Incoscienza artificiale. Come fanno le macchine a prevedere per noi - Massimo Chiriatti" src="https://luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Incoscienza-artificiale_copertina-213x300.jpeg" alt="Incoscienza artificiale" width="326" height="459" srcset="https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Incoscienza-artificiale_copertina-213x300.jpeg 213w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Incoscienza-artificiale_copertina-247x348.jpeg 247w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Incoscienza-artificiale_copertina-510x718.jpeg 510w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Incoscienza-artificiale_copertina-727x1024.jpeg 727w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Incoscienza-artificiale_copertina-768x1081.jpeg 768w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Incoscienza-artificiale_copertina-300x422.jpeg 300w, https://stage.luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2024/04/Incoscienza-artificiale_copertina.jpeg 1000w" sizes="(max-width: 326px) 100vw, 326px" /><figcaption id="caption-attachment-13023" class="wp-caption-text"><em>Incoscienza artificiale. Come fanno le macchine a prevedere per noi</em> &#8211; Massimo Chiriatti</figcaption></figure>
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<p>Una macchina intelligente in grado di prendere decisioni al posto dell’uomo: se pensiamo sia questa la definizione di intelligenza artificiale, sbagliamo. Anche se sempre più sofisticate, infatti, le macchine sono pur sempre dei meri esecutori di istruzioni impartite dall’uomo sotto forma di numeri e formule. Queste tecnologie hanno poco hanno a che vedere con facoltà tipicamente umane come le emozioni, il coraggio, la responsabilità o l’immaginazione.</p>
<h3><strong>Il ruolo dell&#8217;umano dopo l&#8217;intelligenza artificiale</strong></h3>
<p>Massimo Chiriatti, con la mente dello studioso e l’occhio dell’addetto ai lavori, analizza la natura dell’intelligenza artificiale e le implicazioni della sua continua e sempre più profonda interazione con l’uomo.<em> Incoscienza artificiale</em> è anche una riflessione sul ruolo che avremo nel mondo che verrà: saremo ancora noi a decidere, secondo Chiriatti, se ci mostreremo in grado di governare l’enorme potenziale tecnologico che abbiamo tra le mani, guidando le scelte delle intelligenze artificiali con consapevolezza, coraggio ed emozioni del tutto umane.</p>
<h3><strong>Massimo Chiriatti, autore di <em>Incoscienza artificiale</em></strong></h3>
<p>Massimo Chiriatti, tecnologo e dirigente informatico, collabora con università e consorzi per eventi di formazione sull’economia digitale, è esperto di innovazione e futuro del lavoro. È autore di <em>#Humanless. L’algoritmo egoista</em> (Hoepli, 2019).</p>
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<h2><strong>Altro su algoritmi e intelligenza artificiale</strong></h2>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="MlQOw7qOnb"><p><a href="https://luissuniversitypress.it/machine-habitus-sociologia-degli-algoritmi-massimo-airoldi-luiss-university-press/">Perché le macchine hanno un habitus, e perché è importante</a></p></blockquote>
<p><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Perché le macchine hanno un habitus, e perché è importante&#8221; &#8212; Luiss University Press" src="https://luissuniversitypress.it/machine-habitus-sociologia-degli-algoritmi-massimo-airoldi-luiss-university-press/embed/#?secret=yApz1oeSPD#?secret=MlQOw7qOnb" data-secret="MlQOw7qOnb" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://stage.luissuniversitypress.it/5-libri-per-capire-la-intelligenza-artificiale-luiss-university-press/">5 libri per capire l’intelligenza artificiale</a> first appeared on <a href="https://stage.luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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